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Rovigo, sabato 27 aprile la chiusura gloriosa di GRANDI E PICCOLI SOGNI

DiRedazione

Apr 29, 2024

GRANDI E PICCOLI SOGNI

TEATRORAGAZZI PER LA CITTÀ DI ROVIGO

UNA BARAONDA DI FIDUCIA COL GIOVANE LEONARDO

La rassegna Grandi e piccoli Sogni chiude con soddisfazioni per tutti

ROVIGO, 29 aprile 2024 – Due sold out su quattro, 592 biglietti staccati, 32 i premiati “tessera fedeltà” per aver assistito a tre spettacoli (sempre su quattro). Un bilancio conclusivo davvero lusinghiero per la rassegna di teatroragazzi “Grandi e piccoli sogni”, che ha messo in rete i teatri Studio, Duomo e San Bortolo di Rovigo, con quattro spettacoli diversi, dedicati ciascuno, ad uno dei sogni-bisogni di Fantasia, Amicizia, Esperienza e Fiducia.

“Grandi e piccoli sogni”, la rassegna targata Irene Lissandrin per ViviRovigo, con la collaborazione del Circuito regionale Arteven-Mic-Regione Veneto e del Comune di Rovigo, ed il sostegno della Fondazione Cariparo e del marchio Borsari Idb group, ha chiuso i battenti sabato scorso, 27 aprile, al teatro parrocchiale San Bortolo. In scena c’era un piccolo capolavoro della Barabao Teatro di Piove di Sacco (Pd), “Il sogno del giovane Leonardo Da Vinci”, scritto ed interpretato dai caleidoscopici Romina Ranzato e Ivan Di Noia: un’iniezione di Fiducia contagiosa, per realizzare i propri sogni, anche quelli che sembrano impossibili, come far volare l’uomo o farlo camminare sott’acqua, come immaginava Leonardo, quando era ancora un ragazzino che viveva con la nonna Lucia e lo zio Francesco, nella campagna di Vinci.

Per noi il teatro è uno strumento che aiuta a crescere i ragazzi e le persone. – ha commentato la direttrice artistica Irene Lissandrin a fine rassegna. – È questa la chiave della nostra proposta. Abbiamo portato a teatro bambini e famiglie che, nelle nostre precedenti iniziative, non avevamo ancora incontrato. Il teatro può fare la differenza nella vita dei bambini, stimolando fantasia, sviluppando l’amicizia, maturando esperienza e rafforzando la fiducia. Siamo lieti di questo successo, che non è per nulla scontato, quando parte una nuova iniziativa”. “Grazie ad Arteven per l’affiancamento tecnico, – ha concluso Lissandrin – grazie all’assessorato alla cultura del Comune di Rovigo che ha scelto di sostenere il filone del teatro per bambini, grazie a Fondazione Cariparo per il prezioso contributo e allo staff inossidabile di Vivirovigo”.

Per l’ultimo spettacolo di Grandi e piccoli sogni, il Teatro parrocchiale San Bortolo era pieno e festante. In apertura, Irene Lissandrin ha dato qualche spiegazione sulla tecnica teatrale usata (i personaggi caratterizzati solo da una piccola maschera) ed il parroco di San Bartolomeo, don Andrea Varliero, ha rinnovato l’appoggio a tutte le iniziative teatrali di ViviRovigo per l’importanza formativa del teatro. In chiusura, sono stati premiati in libri, i 32 bambini che hanno completato per tre quarti la “tessera fedeltà” della rassegna, presenziando a tre su quattro spettacoli.

LO SPETTACOLO IL SOGNO DEL GIOVANE LEONARDO DA VINCI

“Il sogno del giovane Leonardo da Vinci” è un’incredibile folata di arte varia, di intrecci e connessioni di tecniche recitative, canto, mimo, quadri cinematografici (dieci e lode all’Ultima cena a fotogrammi umani), siparietti che, come un Qr-code, spuntano dal fondale per dare spiegazioni (come quello dedicato ad una Gioconda-rap, “moralmente fusa”, chiusa e annoiata da 500 anni al Louvre), sculture di uomini e attrezzi (emozionanti le grandi ali leonardesche e l’Uomo vitruviano). Ma soprattutto, oltre a cantare (bene) su musiche originali, Ranzato e Di Noia fanno sfoggio di una colossale preparazione linguistica, e restituiscono al pubblico almeno una decina di personaggi, tutti giocati sul cambio d’intonazione della voce, virando dal dialetto toscano alle maschere della commedia dell’arte, in un interscambio dinamico di timbri ed altezze, non solo tra personaggi, ma addirittura dentro lo stesso personaggio (Leonardo lo interpretano entrambi, ed in contemporanea). Caratterizzazioni quasi da macchietta di varietà, che appaiono e scompaiono, si muovono con una gestualità propria, al ritmo battente della generale dinamicità della storia. I costumi rimangono gli stessi, salvo qualche piccola maschera a corredo di voce e stilizzazione del movimento. Il pubblico non perde una battuta, segue la storia, ride e si meraviglia. Interpretazione magistrale di Romina Ranzato ed Ivan Di Noia, che davvero in questo spettacolo, incarnano la magia del teatro.

La trama è a tratti interpretata, a tratti suggerita dalle immagini: il bambino Leonardo, figlio illegittimo del notaio Ser Piero da Vinci, vive con la nonna e lo zio nel borgo di Vinci. Lo zio Francesco viene coinvolto in varie, catastrofiche prove di volo del nipote, con macchine fantastiche dai nomi roboanti, urlati come un supereroe dei fumetti. In un paesaggio punteggiato dai mulini ad acqua, Leonardo fa prove di immersione per la disperazione di nonna Lucia, e disegna con perizia sorprendente tutto ciò che vede. Fortunatamente Ser Piero, accortosi delle capacità del ragazzo, lo invia a Firenze, alla famosa Bottega di Mastro Verrocchio, dove arte è sinonimo di cultura, crescita e lavoro. E qui, Leonardo osserva, crea, incontra tanti artisti (Michelangelo, Botticelli, Ghirlandaio, Perugino sono esilaranti maschere), si perfeziona e matura il sogno di aprire, un giorno, una Bottega tutta sua. Le scene si tramutano in una baraonda esplosiva delle opere pittoriche più note di Leonardo, di macchine fantasmagoriche, di colori, di progetti, di disegni, tutto realizzato col movimento dei due attori e di pochi oggetti di scena. È l’estasi creativa del genio che sovrasta il palcoscenico ed il pubblico. “Volare è splendido” canta il brano finale. Applausi scroscianti, entusiasmo alle stelle, coda per le foto coi due generosi attori.

Uno spettacolo che giustamente viene da una stagione di sold out al Teatro Verdi di Padova e al Goldoni di Venezia. Oltre ai due fenomenali Romina Ranzato e Ivan Di Noia nel ruolo di autori e interpreti, ci sono poi, le musiche e le canzoni originali di Andrea Mazzacavallo. Scenografia, costumi e maschere di Roberta Bianchini. Falegnameria di Francesco Di Noia. Regia di Cristina Ranzato.

PROGETTI FUTURI

I progetti teatrali di ViviRovigo non si fermano qui, perché il Teatro Ballarin di Lendinara è già pronto per ospitare il Premio Tomeo per tutto il mese di maggio: gli spettacoli dei gruppi di ragazzi in gara sono aperti al pubblico ad offerta libera. A giugno invece, riparte la rassegna itinerante di teatroragazzi professionale “Il teatro siete Voi”.

INFORMAZIONI E CONTATTI

ViviRovigo, tel. 347 6923420

www.ilteatrosietevoi.it/grandi e piccoli sogni

www.arteven.it

segui i nostri progetti “Il Teatro Siete Voi” e “Premio Tomeo” su Facebook ed Instagram

Di Redazione

Direttore : SERAFINI Stefano Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it

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