Nel 50° anniversario del terremoto, la Cineteca del Friuli, nata nel febbraio 1977, a pochi mesi dal sisma, sceglie la data simbolica del 6 maggio per presentarsi al pubblico e agli utenti con un sito completamente rinnovato realizzato dallo studio Quadrato di Udine, un progetto pensato per rendere il patrimonio cinematografico sempre più accessibile e condiviso.
La novità più rilevante, che spiega la scelta di questa data, è una sezione specificamente dedicata all’accesso diretto a una parte del patrimonio filmicodella Cineteca: visitando il sito cinetecadelfriuli.org da oggi si possono consultare liberamente oltre mille minuti di immagini che raccontano il Friuli prima del terremoto, i tragici momenti dell’emergenza e gli anni della ricostruzione. Dopo un lavoro durato parecchi mesi, nel laboratorio dell’Archivio Cinema è infatti terminata, a partire dai diversi formati originali, la digitalizzazione delle immagini, sia professionali che amatoriali, raccolte nel corso di cinquant’anni di storia e che costituiscono l’ampia collezione filmica della Cineteca sul terremoto del 1976. Per la pubblicazione online sono stati coinvolti anche due musicisti, il sound artist ranter’s bay, e il pordenonese, da molti anni residente a Berlino, Marco Brosolo, cui è stato affidato il compito di restituire la profondità emotiva del suono ai materiali giunti privi di audio.
Tra le immagini professionali, quelle realizzate dal documentarista triestino Giulio Mauri, fondatore del Centro di Cinematografia Sociale di Trieste, e i servizi dell’Agenzia televisiva Alpe Adria, istituita nel 1975 con l’obiettivo di fornire notiziari televisivi alle minoranze slovene in Italia e italiane in Slovenia. I suoi operatori, fra cui Sergio Ferrari, Claudio Toson e Miran Hrovatin, documentarono con estrema puntualità le conseguenze del sisma e la successiva ricostruzione in tutto il Friuli e nella Slavia friulana. Fra le testimonianze dei cineamatori ricordiamo le immagini girate da Antonio Seguini De Santi, Annedi Delli Zotti, Enrico Mengotti, Rino Calligaris, Antonio Antonelli, Lauro Pittini, a cui si aggiungono numerosi home-movies. La raccolta comprende inoltre un film di finzione, “Perché”, girato da Enrico Mengotti tra le rovine del Duomo di Gemona e il vicino Palazzo Gurisatti (oggi sede della Cineteca) e un raro documentario del 1928, unica testimonianza del sisma che quell’anno colpì Verzegnis e la Carnia.

Nella nuova home page, pensata per offrire un accesso immediato e intuitivo, spiccano in primo piano le iniziative e gli eventi in corso, come la mostra “C’era una volta… Gemona e dintorni in cartolina” appena inaugurata alla Galleria della Cineteca. Dalla pagina iniziale si accede al menu principale, quindi alle diverse sezioni che guidano l’utente alla scoperta delle collezioni filmiche ed extra filmiche, delle attività e dei servizi offerti dalla Cineteca. Ampio spazio è riservato alla programmazione del Cinema Sociale di Gemona e una sezione è dedicata anche alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, co-organizzate dalla Cineteca.
