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Tiempo detenido – UDINE TEATRO PALAMOSTRE – 24 marzo 2019

DiRedazione

Mar 22, 2019


UDINE | TEATRO PALAMOSTRE, SALA CARMELO BENE
24 marzo 2019 ore  19:00

C’è un libro che sa raccontare l’attesa e la speranza di cambiamento di chi vive, per un periodo della sua vita, dentro a un carcere. È “Il giardino di cemento armato. Racconti dal carcere”, una raccolta di 26 racconti scritti da detenuti delle carceri di tutta Italia, a cura di Antonella Bolelli Ferrera. Tiempo detenido prova a restituirceli in un intreccio fra parola, canto e musica attraverso pagine di vita: la vita “dentro”, con le sue regole, i suoi rituali, i pensieri, le paure, i desideri e soprattutto l’attesa.

Questo lavoro di teatro e musica è stato pensato, progettato e sviluppato insieme agli operatori del Dipartimento delle Dipendenze dell’ASUIUD e della Cooperativa Sociale “Vladimir Hudolin” che collaborano con  la Direzione della Casa Circondariale di Udine nella cura e nella riabilitazione dei detenuti con problematiche alcol-droga-GAP correlate.

Lo spettacolo, inizialmente ispirato al libro “Il giardino di cemento armato. Racconti dal carcere” a cura di Antonella Bolelli Ferrera, riunisce testi di diversa provenienza geografica, testimonianze, racconti, poesie, sostenuti da un potente repertorio di musica e canto. Sulla scena si susseguono canzoni del repertorio popolare italiano e non solo, che si intrecciano a parole e racconti in un  fluire vivace e variegato che è insieme intimo e potente, ma anche lieve, ironico ed emozionante.

Sono pagine di vita, storie di persone, che dovendo affrontare situazioni estreme, trovano però nella cultura uno strumento effettivo su cui appoggiarsi per ritrovare l’autostima, allargare la propria visione del mondo, comprendere i problemi e recuperare infine

“… i valori che sono l’essenza della vita: la fratellanza, la solidarietà, l’uguaglianza, la cooperazione… Quando eravamo giovani, la lotta culturale si mescolava con la gioia di vivere e con la certezza di collaborare alla costruzione di un mondo migliore. In questa epoca che stiamo vivendo riaffermiamo questi valori, che furono sono e saranno la colonna vertebrale del nostro pensiero ed azione. Non coltivo la nostalgia, al contrario, ringrazio questa nuova battaglia che ci dà l’occasione di dimostrare che siamo ancora vivi” (Alejandra Boero) 

qui la vita, quella che avvolge e stravolge, si mostra anche nella sua insopportabile e indicibile complessità. Questi che si raccontano sono uomini e donne nudi e onesti: se nudità e onestà consistono nell’arrivare a mostrarsi in quel che si è, insieme, delusi, disperati, e pure ancora affacciati sull’attesa.” (Elio Pecora)

Redazione

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