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Un patto tra imprese agroalimentari e turistiche per sviluppare un nuovo turismo enogastronomico e scoprire un Veneto inaspettato

DiRedazione

Dic 5, 2022

Una Community di imprenditori appassionati per stupire una Community di food lovers.”

Il progetto prevede la creazione di un hub digitale, App, manifestazioni ed eventi promozionali

È questa la grande sfida che ha unito in rete 36 prestigiosi imprenditori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria alimentari, dell’hotellerie, della ristorazione, dell’intermediazione e dei servizi turistici per accogliere e sorprendere turisti e viaggiatori con esperienze uniche, frutto del profondo legame della gente con la propria terra, le sue storie e le sue tradizioni.

Il Veneto, leader in Italia e in Europa nel turismo, a dispetto dei numerosi records anche nel settore delle produzioni agroalimentari, in realtà non ha ancora raggiunto un posizionamento adeguato alle sue grandi potenzialità nell’enogastronomia. Si trova in un “limbo dorato”, da cui non sembra venirne fuori. Bella e frequentatissima nei paesaggi, lungo le spiagge, attorno al lago di Garda e, soprattutto, a Venezia, la Land of Venice non è ancora visitata nella sua interezza come meriterebbe, pur producendo prodotti straordinari e unici al mondo.

Il Progetto Taste Veneto nasce, appunto, per contribuire a colmare questa lacuna, disegnando “percorsi esperienziali enogastronomici multisensoriali, attraverso aziende, cantine, frantoi, riserie, caseifici, salumifici, birrifici, distillerie, ristoranti e persino produttori di caviale, all’insegna della conoscenza del territorio e del paesaggio delle più affascinanti zone del Veneto, alla scoperta di produzioni locali (vino, olio, riso, formaggi, salumi, piatti della tradizione fatti nel rispetto del territorio e della stagionalità e tanto altro…) e delle numerose storie di successo aziendali.

Gli itinerari proposti saranno esperienze di forte impatto emotivo, consigliati al viaggiatore “slow”, che non ha fretta e vuole sentirsi parte dei luoghi e delle “attrazioni” che visita, privilegiando le piccole realtà genuine e autentiche.

Tutti i partner coinvolti credono fortemente nella “sostenibilità” e attuarla nei propri processi aziendali lo considerano ormai un imperativo imprescindibile e parte rilevante della loro proposta di ospitalità che seguirà, seguendo i principi contenuti nella Carta dell’Accoglienza e dell’Ospitalità della Regione Veneto.

«TASTE VENETO rappresenta un ulteriore strumento per mettere in luce i prodotti d’eccellenza della nostra Regione – afferma l’assessore Fondi UE – Turismo – Agricoltura, di Regione Veneto FEDERICO CANER –. Ogni luogo incontrato, ogni oggetto toccato, ogni suono percepito, ogni alimento sarà frutto del territorio veneto, della sua storia, della sua tradizione, della sua gente, della sua autentica essenza. Cogliendo l’opportunità offerta dal bando regionale per la sub-azione 3.3.4 D dei fondi FESR, gli imprenditori coinvolti han saputo fare squadra, partecipando a questo progetto con attività esclusive, mai proposte in precedenza, demolendo anche “steccati storici” di divisione e costruendo una Community professionale per meglio accogliere e coinvolgere ospiti e clienti in quella che è la prima regione turistica d’Italia: il Veneto, the Land of Venice».

«La globalizzazione rappresenta una potenziale minaccia per i prodotti locali e le tradizionali forme di produzione e preparazione del cibo sostiene GIAN ANGELO BELLATI, Presidente di Venetian Cluster, Capofila del Progetto e bisogna trovare il modo di unire innovazione e tradizione, globale e locale, senza perdere l’autenticità delle esperienze e la nostra immensa biodiversità, trovando un bilanciamento tra i tre grandi assi: autenticità, qualità e sostenibilità. Le imprese dei diversi comparti coinvolti credono in questo “patto” e si stanno muovendo nelle giuste direzioni».

Sarà anche possibile, considerando la grande varietà di interessi che contraddistingue il food lover, vedere e fare tante cose, direttamente o indirettamente connesse all’enogastronomia, ma con un denominatore comune: ogni sapore che si gusta, ogni oggetto che si tocca, ogni profumo che si odora, ogni opera d’arte che si ammira, ogni voce o melodia che si ascolta dovrà essere frutto del territorio della sua storia, della sua tradizione, della sua gente, della sua autentica essenza, in una parola della sua anima.

Il Progetto, sostenuto dalla Regione Veneto (Bando POC 3.3.4 D – Promozione), è partito a inizio anno e si va sviluppando attraverso tre livelli:

  1. Ideazione e costruzione dei prodotti turistici “percorsi esperienziali enogastronomici multisensoriali
  2. Promozione sul mercato
  3. Commercializzazione multilevel (vendita b2b e b2c, di prodotti e/o di micro-prodotti (singole esperienze all’interno di uno o più percorsi a discrezione dell’acquirente)
  4. Target specifici i mercati “di prossimità” italiani (Triveneto, Lombardia ed Emilia-Romagna) e stranieri (Germania, Austria, Slovenia e Ungheria) e vari segmenti turistici (Singols, famiglie, piccoli gruppi, Millennials, generazione Zeta, Medio-alto spendenti di ogni età)
  5. Realizzazione di un vero e proprio “Hub enogastronomico Veneto” per facilitare la scoperta della cultura enogastronomica e delle esperienze delle mete visitate.

Molte le iniziative già in cantiere e che saranno sviluppate nei prossimi mesi. Il progetto si articolerà nella creazione di un hub digitale, con un’App apposita e la commercializzazione online, la presenza a fiere, workshop e la realizzazione di due educational con operatori turistici, blogger e giornalisti di settore. Saranno organizzati anche una serie di eventi, che consentiranno alle aziende di farsi conoscere dai loro clienti: un festival articolato su più giorni nel Veronese, Trevigiano e Bellunese e le serate della sostenibilità, con una ventina di chef che proporranno nei ristoranti un menù con cucina sostenibile. EDI SOMMARIVA, project manager dell’iniziativa ha sottolineato l’importanza di fare squadra: «Se tutti facessimo squadra, aumenteremmo del 50% la nostra bocca di fuoco del turismo. Noi speriamo di dare il nostro esempio. Il turismo enogastronomico è cresciuto tanto in questi anni e il turista enogastronomico ha un potenziale di spesa elevato».

«E’ un progetto ambizioso – chiarisce NOEMI SIMONINI, direttore di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia – Il veneto è la prima regione turistica d’Italia e va tenuta alta questa bandiera, anche attraverso l’enogastronomia. Questo progetto si basa su delle direttrici valoriali che sono importantissime, dalla dimensione culturale che sta nel prodotto alla digitalizzazione spinta. Ma soprattutto è significativo il coinvolgimento di tante imprese di otto diverse filiere produttive, mettendo sempre al centro la grande qualità del nostro Veneto».

Proprio sull’aspetto della sinergia si è soffermato ANDREA DE CHECCHI, vicesindaco di Treviso: «Il contratto di rete credo sia uno strumento efficace, ha un appeal importante e deve esserne incentivato l’utilizzo».

Redazione

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