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ARCHOS QUARTET AL TEATRO MIELA CON IL MUSICISTA TRIESTINO MARCO PANELLA IN UN CONCERTO DEDICATO A “VIENNA” L’8 MAGGIO

DiRedazione

Mag 5, 2024

È dedicato a “Vienna”, e vedrà protagonista a Trieste il Quartetto  Archos – di formazione tedesca, composto però da una selezione internazionale di grandi musicisti – il prossimo concerto della Stagione cameristica Cromatismi 3.0 di Chamber Music Trieste, in programma mercoledì 8 maggio, alle 20.30 al Teatro Miela. Un evento musicale che riporta a Trieste uno dei maggiori talenti musicali cittadini delle ultime generazioni, il corno Marco Panella, chiamato a integrare la formazione con l’ulteriore Corno Paolo Valeriani, solista di vasta notorietà. E Marco Panella è stato a lungo Primo Corno presso le Orchestre RAI a Napoli, Roma e nell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI, mentre dal 2004 è Primo Corno nell’Orchestra Filarmonica di Torino. Il cartellone Cromatismi 3.0 è diretto dalla pianista e musicologa Fedra Florit, la Stagione è sostenuta dal MIC – Ministero della Cultura con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Banca Mediolanum, Suono Vivo – Padova e Zoogami. Biglietti presso TicketPoint Trieste, info acmtrioditrieste.it.   

Il programma del Concerto ripercorrerà la grande tradizione viennese nella sua dimensione cameristica per archi e fiati: a partire da Wolfgang Amadeus Mozart e dal suo Divertimento n.10 in fa maggiore KV 247: esempio notevole di musica da intrattenimento che sa toccare valori d’arte assoluti attraverso un quartetto d’Archi che si prevede integrato da una coppia di corni, non in “soggezione” ma perfettamente miscelati agli archi in chiave di “necessità”, con una propria vitalità autonoma che diventa cifra stilistica inconfondibile del lavoro mozartiano. Si prosegue con Franz Joseph Haydn e il Divertimento a 6 in re maggiore Hob, il primo d’un gruppo di sei Divertimenti del Maestro databili approssimativamente al 1784: espressione di quella “mistica” razionalità unificatrice di Haydn, che punta alla essenzialità degli elementi musicali, in una ricerca qui dissimulata dal «genere» di trattenimento en plein air.  In chiusura si arriva a Ludwig van Beethoven e al suo Sestetto in mi bemolle maggiore op.81b, che risale con sicurezza agli anni 1794-95, vale a dire ai primi anni del soggiorno di Beethoven a Vienna e richiama l’aderenza ai valori di armoni e semplicità delle sonorità del Settecento, consegnando una certa preponderanza ai passaggi dei corni, anche tecnicamente più complessi. Il Quartetto Archos è un ensemble internazionale di archi, formatosi nel 2009 presso l’Università della Musica di Lubecca. I componenti – Filip Jeska e Roberto D’Auria violino, Lizabeta Soppi viola, Francesca Fiore violoncello – provengono da quattro nazioni diverse: Polonia, Germania, Bulgaria e Italia. Il gruppo ha studiato con i grandi musicisti dei più importanti quartetti internazionali, come Alban Berg Quartet, Hagen Quartett, Melos Quartet, Sirius String Quartet, e Quatuor Ysaye. Fra le figure di spicco nella formazione del quartetto anche Schmuel Ashkenasi, Christiane Edinger, Eberhard Feltz, Andre Roy, Barry Snyder, Alasdair Tait e Ulf Tischbirek, Luc-Marie Aguera, Paul Cortese, Alain Mounier e Bruno Giuranna. e si è esibito presso importanti sale da concerto, dalla Barbican Hall di Londra alla Berliner Ensemble di Stoccarda, insieme a musicisti illustri quali il violista Stefan Fehlandt, il pianista Misako Osada e Joanne Calimeri. Il quartetto Archos ha collaborato con molti compositori contemporanei come: Dmitri Terzakis, Daniel Schnyder, Marina Khorkova e Jonathan Bell. Il quartetto ha ottenuto premi presso il Concorso di musica da Camera internazionale di Val Tidone. Dal 2018 il quartetto collabora regolarmente con la prestigiosa etichetta discografica NAXOS. Marco Panella, nato a Trieste nel 1965, ha studiato presso il Conservatorio della sua città con R. Grion. Ha seguito corsi di perfezionamento con B. Tuckwell, J. Falout, I. James, O. Danzi, P. Damm e R. Vlatkovic. Ha ricoperto dal 1986 il ruolo di Primo Corno presso le Orchestre della RAI: a Napoli, Roma e a Torino nell’Orchestra Sinfonica Nazionale. Ne è tuttora membro in qualità di Terzo Corno con l’obbligo del primo. Dal 2004 suona come Primo Corno nell’Orchestra Filarmonica di Torino. Ha ricoperto il ruolo di Primo Corno presso le orchestre del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Verdi di Trieste e l’Orchestra Sinfonica Abruzzese. Con l’Orchestra Scarlatti di Napoli si è più volte esibito in qualità di solista. Con il Quintetto a fiati “A. Scarlatti” ha svolto un’intensa attività concertistica, vincendo il Primo Premio alla XIII edizione del Concorso Nazionale “F. Cilea” di Palmi e incidendo per “La Nuova Era”. É Primo Corno solista dell’Orchestra da Camera “I Fiati di Parma” con cui ha inciso per Amadeus e Classic Voice. Dal 2005 suona nel “Brass Express” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI. É Primo Corno dell’Orchestra Litta. Paolo Valeriani dal 2016 è il Secondo Corno dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI con sede a Torino. Dal 2007 al 2015 ha collaborato come Secondo Corno nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Ha studiato al Conservatorio di Fermo e si è perfezionato inoltre presso il Conservatorio Superiore di Amburgo con Holtzel e presso la Norwegian Music Of School di Oslo con F. Ree Wekre. Ha partecipato alle master class di D. Clevenger, R. Vlatkovic, A. Allegrini, J. Williams, D. Stagni, B. Schneider. Nel 2001 ha vinto il Concorso per Primo Corno nell’Orchestra Sinfonica Verdi di Milano diretta da R. Chailly. Nel 2002 è stato scelto da R. Muti per ricoprire il ruolo di Primo Corno nell’Orchestra Cherubini. Dal 2004 al 2007 ha ricoperto il ruolo di Terzo Corno nell’Orchestra Filarmonica Toscanini diretta da L. Maazel. Dal 2007 al 2015 ha collaborato come Secondo Corno nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e nella Filarmonica. É stato diretto da maestri quali R. Abbado, Muti, Barenboim, Chailly, Petrenko, Harding, Masur, Eschenbach, Conlon, Salonen. Si è inoltre esibito in varie tournée in Europa, Stati Uniti, Sud America, Corea, Cina, Giappone e Thailandia. Insegna al Conservatorio di Cuneo.

Di Redazione

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