Top 5
- M.Verstappen: Il giro che stava compiendo al sabato sapeva di vero e proprio miracolo sportivo, specialmente per una Red Bull che quest’anno ha incontrato non poche difficoltà. Un guasto meccanico lo ha estromesso dalla lotta per la pole, facendolo finire inevitabilmente contro le barriere. Eppure, nonostante la rabbia per l’occasione sfumata, Max ha dimostrato di avere ancora una fame inesauribile. Disputa una gara ben al di sopra delle possibilità attuali della sua monoposto, lottando costantemente per candidarsi a principale inseguitore di Russell. La sua ottima prestazione è stata giustamente premiata con il titolo di Driver of the Day, grazie a una velocità pura e a una concretezza spietata nei sorpassi. Bellissimo, seppur molto aggressivo, il duello ruota a ruota con Hamilton che ha infiammato le fasi iniziali della corsa, voto 7.5
- G.Russell: Questa volta la Dea Bendata ha guardato decisamente nella sua direzione. Conquista una pole position con furbizia e abilità: pur avendola ottenuta in regime di bandiera gialla, si è infilato con astuzia in una zona grigia del regolamento. Un episodio al limite (voto 4 alla FIA per la decisione rivedibile), ma che non può cancellare la caparbietà del pilota inglese e un giro di qualifica letteralmente mostruoso. In gara rischia poco e si mantiene assolutamente concreto. Anche la domenica viene premiato dalla fortuna, visto che la Virtual Safety Car scatta esattamente dopo l’uscita dai box del compagno di squadra, negandogli la possibilità di recuperare terreno. Tuttavia, Russell dimostra di avere ancora il talento e la fame per lottare per il titolo, ribadendolo a gran voce, voto 8
- Racing Bulls: Il team di Faenza si sta affermando come una delle realtà più solide e concrete dell’intero centro griglia. La giovane coppia formata da Arvid Lindblad e Liam Lawson continua a macinare punti pesanti. I due piloti appaiono decisamente in palla, avendo ridotto drasticamente quegli errori di inesperienza che nelle passate stagioni erano costati cari alla scuderia. Non cercano mai di strafare andando oltre il limite della vettura, ma massimizzano ogni situazione con intelligenza tattica. Per la prima volta, il team sembra aver trovato un equilibrio generale eccellente e un assetto ben centrato, voto 7.5
- O.Piastri: Una gara senza infamia e senza lode per l’australiano, che però capitalizza un solidissimo quarto posto, proprio nel giorno in cui il compagno Norris incappa in difficoltà ben più serie chiudendo solo settimo. Piastri si dimostra attento, preciso e, soprattutto, prezioso per l’economia della squadra, ritrovando quelle caratteristiche di concretezza che avevano esaltato la prima parte della passata stagione. Appare determinato e lucido, gestendo con estrema maturità sia i sorpassi che l’usura degli pneumatici, senza rincorrere vani sogni di gloria. Fa il lavoro richiesto alla perfezione, massimizzando tutto il potenziale che la vettura gli offriva, voto 7
- K.Antonelli: Paga a caro prezzo un’ingenuità mista a un eccesso di zelo. La voglia di non accodarsi alla furbizia regolamentare del compagno di squadra gli è costata una posizione di partenza più arretrata. Nelle primissime fasi di gara commette una serie di sbavature banali e superflue, ma alla lunga il giovane talento italiano ritrova il ritmo, tornando a essere quel “martello” inesorabile ammirato a inizio stagione. Nel finale mette sotto forte pressione Verstappen — che resiste da vero campione sfruttando il margine precedentemente accumulato — e torna a instillare in Russell quel timore di essere ripreso che l’inglese ha già provato in altre occasioni quest’anno. Deve accontentarsi di un “misero” terzo posto, che gli costa una leggera, ma fastidiosa, limatura del suo vantaggio nel mondiale, voto 6.5
Flop 5
- Ferrai: Le aspettative attorno al team di Maranello erano altissime, soprattutto alla luce del pacchetto di aggiornamenti introdotto proprio in questo weekend. Tuttavia, il verdetto della pista è stato severo. Sebbene si possa parzialmente giustificare la flessione con le caratteristiche del tracciato austriaco — che premia la potenza del motore a discapito dell’aerodinamica, vero punto di forza della SF26 — il passo gara ha fruttato decisamente troppo poco. Partire dalla seconda e terza casella in griglia e ritrovarsi a tagliare il traguardo in quinta e ottava posizione è un declassamento che delude profondamente le attese. La Ferrari dimostra di avere le carte in regola per ambire ai vertici, ma sembra ancora lontana dal poter colmare il gap di potenza erogata dalla power unit Mercedes. Una delusione che suona come un campanello d’allarme, soprattutto in vista del prossimo appuntamento a Silverstone, pista che per caratteristiche si avvicina molto a quella affrontata oggi, voto 5
- C.Leclerc: Una gara da incubo per il pilota monegasco, che non è mai riuscito a entrare nel ritmo della corsa. Charles è parso in balia degli eventi fin dalla partenza, rendendosi protagonista di molteplici sbavature e subendo passaggi a vuoto che lo hanno visto soccombere sotto gli attacchi dei diretti rivali — tra cui Antonelli, Verstappen e Hamilton. Queste difficoltà gli sono costate l’intero capitale di posizioni faticosamente costruito al sabato. Non ha mai trovato il feeling con l’assetto della sua SF26, patendo un’evidente sofferenza sia in fase di staccata che nella gestione generale degli stint. Costretto a una gara di rincorsa faticosa e inconcludente, chiude in un’ottava posizione che lascia tanta amarezza, certificando l’insoddisfazione sia per il comportamento della vettura che per la propria prestazione, voto 5
- Aston Martin : Il progetto è ufficialmente un naufragio. È comprensibile che una stagione complessa richieda tempo, ed era stato preventivato che si sarebbero incontrate delle difficoltà, ma prendere un secondo e mezzo di distacco in qualifica da una scuderia debuttante come la Cadillac è un disastro senza precedenti. A fronte dei faraonici investimenti profusi da Lawrence Stroll, i piloti si ritrovano tra le mani una vettura che non risponde a nessun requisito di competitività, rendendo impossibile massimizzare qualsivoglia prestazione. Si registra l’ennesimo ritiro per Lance Stroll, ma anche le prestazioni di un veterano come Alonso sono lontane anni luce dagli standard di un team professionistico. Un tonfo clamoroso che mette pesantemente in discussione il progetto nato dalla collaborazione tra il genio di Adrian Newey e la Honda, voto 3.5
- FIA : Le decisioni prese dalla Direzione Gara nel corso di questo fine settimana faranno discutere a lungo, minando non solo la credibilità di questo campionato, ma creando precedenti pericolosi per il futuro della Formula 1. La gestione dell’episodio legato alla pole position di George Russell è emblematica: il pilota ha astutamente approfittato di un vuoto normativo (o di una clamorosa disattenzione dei commissari), ma la Federazione ha mancato totalmente di lucidità e, soprattutto, di attenzione alla sicurezza. Non esporre tempestivamente una doppia bandiera gialla in un settore dove un pilota (Verstappen) è a rischio collisione contro le barriere, specie considerando i recenti trascorsi storici della classe regina, è un imperdonabile errore da matita rossa, voto 4
- L.Norris: Discorso molto simile a quello fatto per Leclerc. Il campione del mondo in carica delude profondamente, mostrando lacune sia in termini di prestazione pura che di concentrazione. Fin dallo start brucia diverse posizioni, facendosi infilare dal compagno di squadra e da Hadjar, ritrovandosi immediatamente invischiato in una gara di rincorsa ripida e complicata. Complice una McLaren che sulla carta prometteva battaglia ma che si è rivelata ostica da domare, Lando si è perso in una serie di piccoli errori e in stint in cui il passo non lo ha mai aiutato a restare agganciato al treno dei migliori. Il confronto interno con Oscar Piastri, capace di capitalizzare un quarto posto, rende il settimo piazzamento finale di Norris un boccone particolarmente amaro da buttare giù, voto 5
Sintesi
Il Gran Premio d’Austria si apre in un’atmosfera carica di tensione e aspettative. Dopo il clamoroso exploit della Ferrari a Barcellona, che ha prepotentemente rilanciato Lewis Hamilton nella corsa al titolo mondiale, i riflettori sono tutti puntati sulla risposta della Red Bull e, soprattutto, sulla vettura numero 63 di casa Mercedes. George Russell è chiamato a riscattare le ultime opache prestazioni e a cercare una vittoria fondamentale per accorciare il divario dal compagno di squadra Antonelli. Maranello, dal canto suo, si presenta al Red Bull Ring con i primi importanti aggiornamenti successivi alle verifiche e al rilascio dell’ADUO da parte della Federazione, introducendo una power unit evoluta.
Tuttavia, fin dalle prime prove libere il quadro che emerge è ben diverso da quello sperato dai tifosi in rosso. Le Mercedes di Russell e Antonelli appaiono subito in grande spolvero, seguite da una McLaren in netta risalita dopo il disastro catalano e da un Max Verstappen particolarmente attento e veloce tra le pieghe del tracciato austriaco. La Ferrari arranca: a testimonianza delle difficoltà, si nota come, su una pista in cui il motore è l’elemento cruciale, la nuova unità motrice del Cavallino non riesca ancora a pareggiare i cavalli e l’efficienza della super-vincente power unit Mercedes e della neonata unit di casa Ford-Red Bull.
Le qualifiche si aprono con un Q1 che scivola via liscio, segnato esclusivamente dal clamoroso disastro dell’Aston Martin, che chiude a distanza siderale persino dalle prestazioni della neonata Cadillac. Le prime vere scintille si accendono in Q2, quando Verstappen azzarda una mossa tattica montando un set di gomme medie: l’olandese rischia l’eliminazione per una manciata di millesimi, salvandosi per il rotto della cuffia. Ma è il Q3 a regalare i veri colpi di scena. Mentre Leclerc e Hamilton stampano tempi che valgono la prima e seconda posizione provvisoria, Verstappen è vittima di un cedimento meccanico in fase di chiusura del giro: perde il posteriore della sua Red Bull e si schianta rovinosamente contro le barriere, innescando la bandiera gialla. È qui che si consuma l’episodio chiave del weekend. L’approccio dei due piloti Mercedes è diametralmente opposto: Kimi Antonelli, nel rispetto della sicurezza e forse con un pizzico di ingenuità vista l’esposizione di una singola bandiera gialla, alza il piede e rinuncia al giro. Russell, invece, sfrutta astutamente questo vuoto normativo della Direzione Gara: alza lievemente il piede nel micro-settore incriminato, per poi tornare full-gas sul traguardo, strappando la pole position. La conferma del tempo da parte della FIA fa esplodere la polemica: una grave mancanza in termini di sicurezza, considerando che in passato un botto a muro di quella entità avrebbe innescato l’immediata bandiera rossa o la doppia bandiera gialla. Il sabato si chiude così con Russell in pole, seguito da Leclerc, Hamilton, Antonelli e le due McLaren.
Alla domenica, lo spegnersi dei semafori non regala incidenti alla prima curva, ma l’azione è subito frenetica. Hamilton attacca duramente e supera il compagno di squadra Leclerc, mettendosi subito all’inseguimento del leader Russell. Il monegasco, in palese e grave difficoltà fin dai primissimi metri sia per un feeling mai sbocciato con la monoposto che per l’incapacità di mandare in temperatura le gomme, subisce in rapida successione anche i sorpassi inesorabili di Verstappen e Piastri, sprofondando in una spirale negativa. La gara si trasforma così in una partita a scacchi giocata sul degrado gomma e sulla strategia. Max Verstappen, spinto dalla rabbia agonistica si rende protagonista di una rimonta furibonda, incrociando le traiettorie in un duello rusticano ma bellissimo con Lewis Hamilton, per poi mettere nel mirino il leader della gara Russell. Nel frattempo, il giovane alfiere della Mercedes Antonelli, ritrova la concentrazione persa al via e torna a martellare tempi da qualifica, ma non basta per piegare la difesa da manuale del campione del mondo in carica, che resiste da fuoriclasse. Anche l’ingresso della Virtual Safety Car, innescata dal ritiro a causa del guasto alla batteria di Sainz, non riesce ad accendere la lotta per la testa della gara visto che il tempismo è una doccia fredda per gli inseguitori: il congelamento dei distacchi scatta un istante dopo l’uscita dai box di Antonelli, sterilizzando di fatto la sua rincorsa e blindando la leadership di George Russell. Nonostante un passo invidiabile da parte di Verstappen e del giovane italiano è l’inglese a tagliare il traguardo da trionfatore, lanciando un messaggio inequivocabile al muretto Mercedes e alla classifica iridata.
Verstappen chiude con uno splendido secondo posto, mentre Antonelli (terzo) è costretto a ingoiare il boccone amaro di un margine mondiale leggermente ridotto ma soprattutto con il rammarico di essere stato il pilota più veloce in pista. Solido il quarto posto di Piastri che tiene a galla la McLaren. Per la Ferrari il bilancio è un brusco bagno di realtà: la quinta piazza di Hamilton e la deludente ottava di Leclerc certificano che la rincorsa al mondiale è ancora tutta in salita. Le Racing Bulls festeggiano un centro gruppo dominato, mentre il Circus si prepara a fare i bagagli verso la cattedrale di Silverstone, con una classifica sempre più corta e un clima rovente.
