• Lun. Set 14th, 2026

Il web magazine

online 24 ore su 24

Formula 1: il pagellONE di Madrid 2026

DiF1 addicted

Set 14, 2026

Top 5

  • M.Verstappen: Il leone ferito continua a ruggire anche nelle difficoltà. Con una Red Bull sulla carta inferiore tra i muretti spagnoli, Max compensa le lacune della vettura con un’aggressività pura, alle volte forse leggermente esagerata, ma chirurgica nel non commettere incidenti. Approfitta anche lui dell’episodio della Safety Car, inventando poi sorpassi millimetrici in staccata e mettendo sotto pressione Antonelli fino sotto la bandiera a scacchi, chiudendo al secondo posto. Ennesimo podio che è un inno alla sua tenacia agonistica, voto 7.5
  • L.Lawson: In un weekend dove la pressione sul secondo sedile Red Bull è sempre alle stelle, il neozelandese risponde presente con una prestazione maiuscola. Sembra ormai in grado di gestire benissimo la vicinanza “ingombrante” di Max, che l’anno scorso gli era costata il sedile, e riesce quasi con estrema tranquillità a gestire l’assenza di Hadjar. Scatta dall’ottava posizione e artiglia un sesto posto finale di fondamentale importanza tattica, gestendo l’usura gomma in maniera magistrale nei tratti guidati del Madring e contenendo molto bene anche le risalite delle vetture dietro. Guizzo da pilota in crescita ed in cerca di riscatto, voto 7.5
  • C.Leclerc: Riscatta parzialmente la domenica disastrosa di Monza mettendo in pista tanta grinta, coraggio ed estro strategico, congiuntamente con il team. Dopo il ritiro del compagno Hamilton, si carica tutto il peso della Ferrari sulle spalle: allunga il primo stint oltre ogni logica, cercando di trovare la fortuna con la Safety car per giocarsi una chance di vittoria, guida come un forsennato sull’asfalto scivoloso e rimonta fino alla quarta posizione sfiorando il podio. Più di così, con questa monoposto, priva dell’ADUO 2, era francamente impossibile,  7.5
  • F.Colapinto: Il giovane talento argentino dell’Alpine continua a sfornare prestazioni convincenti weekend dopo weekend. Partito dalla nona casella dopo un Q3 da applausi al sabato, conduce una gara priva della minima sbavatura su un circuito cittadino che non perdona alcuna incertezza. Taglia il traguardo in una solida e convincente settima posizione, portando a casa punti d’oro e battendo nettamente il compagno Gasly. Una realtà che inizia a diventare sempre più solida nel Circus, voto 7
  • K.Antonelli: Un capolavoro di cinismo, maturità e freddezza… e un pizzico di fortuna. Battezzare la prima storica edizione del Gran Premio di Madrid con una vittoria di questa caratura — la seconda consecutiva dopo il trionfo di Monza — è un segnale di forza devastante mandato a tutto il paddock. Approfitta con la prontezza di un gatto dell’esitazione McLaren durante la Safety Car, dopodiché gestisce con una lucidità disarmante gli attacchi di Verstappen a specchietti chiusi negli ultimi 15 giri. Annichilisce “moralmente” il suo compagno di box Russell e lancia una seria ipoteca sul titolo iridato. Il Mondiale ora inizia a parlare italiano… , voto 8.5

Flop 5

  • L.Stroll: Il fine settimana del canadese tocca il punto più basso al giro 13. Oltre alle difficoltà croniche di spunto dell’Aston Martin nel misto, Lance perde il controllo della vettura per un cedimento e finisce lungo. Nel tentativo goffo di riposizionare la vettura però finisce a muro, innescando la VSC che scompagina i piani di metà schieramento. Un weekend completamente da dimenticare, voto 4.5
  • Cadillac: Tra i muretti e l’asfalto cittadino del Madring, la scuderia americana ha toccato uno dei punti più bassi del suo campionato. Vettura pesantissima nei cambi di direzione, lenta in trazione e disastrosa nella gestione gomma. Sia Sergio Perez che Valtteri Bottas si trascinano sconsolati in fondo al gruppo per tutta la gara, rimediando distacchi abissali e chiudendo nelle ultime posizioni (ultimo Bottas, ritiro per Perez). Urge una sterzata immediata, voto 5
  • Circuito Madrid : Probabilmente la nota più stonata e deludente dell’intero fine settimana. Il nuovo layout del Madring ha messo in mostra alti picchi di velocità pura, scontrandosi però con una drammatica assenza di vere zone di sorpasso che ha costretto i piloti a tentare staccate disperate all’ingresso delle poche curvature disponibili. Al suo esordio iridato, questo tracciato ha sacrificato lo spettacolo della pista in favore delle logiche aziendali e di marketing. Pensando ai tracciati storici sacrificati per fare spazio a questo genere di impianti, non si può che provare un profondo rammarico. L’auspicio è che per il prossimo anno si intervenga drasticamente sul disegno della pista per restituire dignità al motorsport giocato , voto 4
  • C.Sainz: Grande deluso di casa. La sua Williams arranca fin dal venerdì, ma il madrileno ci mette del suo prima facendosi penalizzare a seguito del contatto nei primi giri con Tsunoda, poi quasi combinando una frittata con il suo connazionale Alonso. A conclusione del tutto arriva anche il ritiro per problemi tecnici. Un weekend amaro da dimenticare in fretta davanti al proprio pubblico, voto 5
  • FIA: Probabilmente le regole della virtual safety car e quelle del suo ingresso dovrebbero subire una leggera modifica , soprattutto nel caso in cui vadano ad incidere così drasticamente sull’andamento della gara. Lando, senza la sfortuna della safety car e con un layout normale, avrebbe portato la vittoria a casa, voto 5

Sintesi

Il Mondiale di Formula 1 ha fatto il suo storico esordio nel cuore della capitale spagnola, tra i muretti e l’asfalto tirato a lucido del nuovissimo tracciato cittadino del Madring. Un weekend caratterizzato da un’atmosfera elettrica e da una tensione tangibile fin dal venerdì di libere, in cui il paddock si è trovato ad affrontare una pista del tutto inedita: stretta, spietata nei punti di staccata e con un livello di aderenza precario che ha spinto al limite sia la lucidità dei piloti che le capacità di adattamento dei muretti box. In casa Ferrari le novità portate per migliorare la trazione lenta sembravano aver dato buone risposte al venerdì, mentre Mercedes e Red Bull hanno impostato il lavoro sulla gestione del degrado gomma e sulla precisione nei cambi di direzione a ridosso delle barriere.

Il sabato delle qualifiche si è trasformato in un rompicapo d’ingegneria e nervi saldi, giocato sul filo dei millesimi di secondo. Con le traiettorie sporche fuori dalla linea ideale e il traffico intenso nel Q3, Lando Norris ha estratto dal cilindro un giro capolavoro stampando la pole position per la McLaren e beffando per appena 11 millesimi un Kimi Antonelli apparso in stato di grazia. Seconda fila per Max Verstappen, bravo a sopperire ai limiti di bilanciamento della Red Bull, e per un solido Lewis Hamilton in quarta piazza con la prima delle SF26. Le qualifiche hanno invece riservato l’ennesimo boccone amaro ai piloti di casa: Fernando Alonso e Carlos Sainz non sono riusciti ad andare oltre la parte bassa del Q2, bloccati da monoposto palesemente prive di spunto e da qualche imprecisione di troppo nel momento decisivo.

Alla domenica, allo spegnersi dei semafori, Norris è stato autore di uno start impeccabile, mantenendo con autorevolezza la leadership alla prima curva davanti ad Antonelli, Verstappen e Hamilton. La gara ha vissuto una prima fase ad altissima intensità psicologica, con i primi quattro racchiusi in un fazzoletto di poco più di due secondi e intenti a preservare le mescole sui continui rilanci del tracciato spagnolo, andando incontro anche a diverse sbavature, tra le altre quelle di Antonelli e Verstappen (a cui è stata inflitta poi anche una penalità per il “sorpasso” su Hamilton), dovute alla scarsa conoscenza del layout e dei suoi punti di staccata. Tuttavia, al giro 6 si è consumato il primo dramma sportivo della giornata: la Ferrari SF26 di Lewis Hamilton ha accusato gravi problemi ai freni, costringendo l’inglese a parcheggiare la vettura ai box ritirandosi anzitempo dalla lotta.

Pochi giri dopo è toccata la stessa sorte a Lance Stroll, che a causa dell’ormai abituale guasto tecnico della Aston Martin ha dovuto fermare la propria monoposto in un posizione che ha costretto la Direzione Gara ad invocare l’ingresso della Virtual Safety Car, episodio che ha finito per stravolgere del tutto gli equilibri del Gran Premio. Mentre il muretto McLaren ha colpevolmente esitato nel richiamare Norris ai box per effettuare la prima sosta, la Mercedes con Antonelli e la Red Bull con Verstappen hanno colto al volo l’opportunità, rientrando immediatamente per montare le mescole dure. Questo ritardo decisionale è costato caro a Norris che, effettuata la sosta al giro successivo a regime di corsa ripartito, è sprofondato alle spalle dei suoi diretti rivali, compromettendo così la sua gara, nonostante il passo gara migliore sulla griglia.

Alla ripartenza la corsa si è trasformata in un duello estenuante ad oltre duecento all’ora tra i muretti, senza  però accendere lo spettacolo sul circuito spagnolo, che privo di sorpassi è stata una delle tappe più “banali” del calendario. Antonelli ha dovuto sfoderare tutta la sua maturità per contenere la rimonta furente di Max Verstappen, aggressivo come non mai e costantemente a caccia dell’inquadratura giusta negli specchietti del giovane italiano. Più staccato, Charles Leclerc, che ha provato a caricarsi la Ferrari sulle spalle conducendo uno stint lunghissimo nel vano tentativo di aspettare un’altra Safety Car che avrebbe visto risalire fino alle posizioni di vertice e vicino anche alle chance di vittoria. Il monegasco alla fine è stato costretto però a cedere il passo dopo il cambio gomme e stabilizzarsi in quarta piazza.

Negli ultimi quindici giri Antonelli non ha commesso la minima sbavatura nei passaggi più critici del Madring, rispondendo colpo su colpo ai tempi di Verstappen e tagliando per primo il traguardo sotto la bandiera a scacchi del GP inaugurale di Madrid. Per Kimi si tratta della seconda vittoria consecutiva dopo Monza, un successo di cinismo e gestione che gli permette di volare a +81 punti di vantaggio su George Russell nella classifica del Mondiale Piloti, trasformando la sua cavalcata iridata in un monologo sempre più solido.

Di F1 addicted

Thomas SERAFINI