La presente denuncia viene presentata affinché siano accertati con chiarezza i fatti e le eventuali responsabilità connesse alla morte di Giuseppe Fossato. Dalle circostanze emerse risulta necessario fare piena luce non soltanto sulle modalità con cui si è verificato l’incidente, ma anche sugli eventi successivi e sulle ragioni che avrebbero portato a occultare l’effettivo luogo e andamento dei fatti.
Particolare rilievo assumono le eventuali condizioni irregolari di lavoro, le omissioni e le dichiarazioni inizialmente fornite ai soccorritori, nonché ogni comportamento successivo che possa aver ostacolato l’accertamento della verità.
La denuncia nasce pertanto dalla necessità di tutelare la memoria della vittima e di consentire all’Autorità competente di ricostruire integralmente quanto accaduto, verificando ogni responsabilità, senza omissioni e senza verità costruite dalla paura.
Finestra di omissioni
La morte si rende colpevole
di aver fatto della vita
un bicchiere d’acqua inarrivabile,
per una sete che appena conosce
labbra per denunciare
colpe che parlano
di morte e vita allo stesso tempo,
come campane sommerse nel silenzio.
Forse è un’ecatombe di umanità,
qualche crollo della bontà imprevisto,
un’ombra caduta tra gli alberi,
un respiro spezzato dalla macchina,
una morte che ha solo un senso:
si affaccia per vedere
morire un uomo,
e di certo l’ha visto.
L’ha visto dalla finestra delle omissioni,
dove il buio inventa verità,
dove la paura veste la colpa
e il silenzio diventa complice;
l’ha visto mentre la terra taceva,
mentre il corpo cercava un’altra casa,
mentre due bocche negavano il giorno
e la verità aspettava dietro il vetro.
E la morte, senza voce, ascoltava,
come ascolta la notte il pianto della terra:
un uomo morto, due colpe vive,
e un mondo che ancora beve alla sete.
Yuleisy Cruz Lezcano
