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FVG – inquinamento da Pfas : i nostri acquedotti sono sicuri ??

DiRedazione

Lug 16, 2026

L’Osservatorio Civico contro le illegalità del  Friuli V.G.interviene  sull’ inquinamento da Pfas in Friuli V.G.In questi giorni è stato riscontrato un inquinamento da Pfas in alcuni pozzi artesiani dell’alta pianura pordenonese ( Aviano, Fontanafredda, Porcia, Roveredo in Piano ) .I sindaci di tali comuni hanno emesso ordinanze che vietano l’uso dell’acqua dei pozzi artesiani all’interno delle zone interessate ad uso potabile ed irriguo.Viene naturalmente data garanzia della potabilità dell’acqua erogata dalle reti idriche esistenti ma non sono chiare le cause della contaminazione legate anche alle caratteristiche geologiche del territorio per cui appare inderogabile un approfondito controllo sulle attività presenti  con le eventuali modalità di trattamento dei reflui.Considerato quanto riscontrato in quelle zone viene immediatamente da chiederci se , in particolare della zona sinistra Tagliamento ( dove esiste una vasta e diffusa rete idrica, alimentata però da alcuni limitati punti di prelievo dalla falda,e  a valle della linea delle risorgive un elevato numero di pozzi artesiani) possono verificarsi fenomeni simili con conseguenze più gravi e diffuse.
Le reti idriche di queste zone  sono in gran parte alimentate da alcuni sistemi di captazioni da falde superficiali che presentano alcuni elementi di criticità  finora fortunatamente mai riscontrati.In particolare, per l’alta pianura friulana la distribuzione idropotabile e , per lo più, garantita dai pozzi di Molino del Bosso ubicati a valle del campo di Gemona Osoppo alimentati dalle infiltrazioni del Tagliamento vulnerabili per la scarsa copertura, per l’attraversamento della zona dell’oleodotto transalpino e per la zona circostante notevolmente antropizzata.Considerazioni analoghe possono essere fatte per le opere di captazioni di Zompitta a servizio della città di Udine.Per la bassa pianura friulana, oltre ad un elevato numero di pozzi artesiani privati, la rete idrica ormai estesa a quasi tutti i comuni della zona,  è alimentata dai pozzi di Biauzzo  e , per la parte orientale dai pozzi di Fauglis.Pare non sussistano fondate preoccupazioni per i pozzi di Fauglis, mentre i pozzi di Biauzzo potrebbero risentire delle vicinanze del Tagliamento e, soprattutto, della presenza a monte di una zona industrializzata.
Ciò premesso, vorremmo conoscere in dettaglio quali siano i controlli effettuati con continuità dagli organi competenti sulle acque distribuite, sulle caratteristiche delle falde idriche che alimentano i sistemi di captazione e sulle misure adottate a protezione di tali falde.Vorremmo conoscere, nel caso di inquinamento delle opere di captazione, se esistono risorse idropotabili immediatamente sostituire atte a garantire un servizio alternativo.

La garanzia dell’approvvigionamento idropotabile adeguato e continuo può essere ottenuta attraverso un reale piano di erogazione del servizio attuo a prevedere le varie ipotesi del possibile inquinamento e a valutarne le conseguenze individuando i conseguenti scenari di intervento.

Chiediamo quindi con apprensione se, conformemente alle normative vigenti, esiste un concreto piano di sicurezza degli acquedotti ed acque idropotabili che assicuri soluzioni alternative attivabili da subito al momento che dovessero verificarsi situazioni di emergenza:

ed in tal caso vorremmo fosse reso pubblico.

Il Cafc spa, l’Azienda Sanitaria, l’Arpa fvg , la Regione sono invitati cortesemente a darci un riscontro che possa tranquillizzare la popolazione confidando nell’esistenza di tali opere sostitutive e che non si parli solo di disegni e intenti di futuribile realizzazione (Premariacco docet )

Si ribadisce che quanto sopra esposto e richiesto viene fatto nel perseguimento nell’interesse della salute, del benessere dei cittadini e dell’ambiente.

Di Redazione

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