Luciano Ceschia. A scala umana
Villa de Claricini Dornpacher, Bottenicco di Moimacco (Udine)
dal 30 agosto al 25 ottobre 2026
Nel parco, nella limonaia e nella galleria della storica dimora alle porte di Cividale, un’antologica ripercorre cinquant’anni di carriera dello scultore friulano nel centenario della nascita, tra dischi, sfere e verticali provenienti dalla famiglia Ceschia, dalla società Lignano Pineta e dalla Braida Copetti
Bottenicco di Moimacco, 27 luglio 2026 – Inaugura domenica 30 agosto alle ore 10.30 a Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco (UD) Luciano Ceschia. A scala umana, antologica pensata per celebrare lo scultore nel centenario della nascita.
L’esposizione, visitabile fino al 25 ottobre 2026, propone un itinerario attraverso cinquant’anni di carriera di Luciano Ceschia (Tarcento, 1926 – Udine, 1991). A cura di William Cortes Casarrubios, è realizzata in collaborazione con la famiglia Ceschia e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, a seguito del riconoscimento della Fondazione de Claricini Dornpacher quale Contenitore culturale creativo. L’iniziativa prosegue il ciclo di mostre di scultura all’aperto Sculture in villa ideato per il compendio monumentale della Villa e promosso da Alessandro Del Puppo con il coinvolgimento di giovani ricercatori del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Udine.
Confermando la valenza profondamente umana della sua opera – la proporzione tra scultura e corpo, tra forma e spazio vissuto, tra dimensione privata e vocazione monumentale – la mostra propone un percorso in tre tappe. Nel parco, verticali, dischi e sfere dialogano con il paesaggio e con la Villa; all’interno della galleria, progetti, grafiche e sculture mostrano come Ceschia abbia pensato la scultura in rapporto all’architettura e allo spazio costruito; nella limonaia, dischi solari e gong introducono la dimensione più sofferta della sua ricerca: la scala umana non è solo proporzione fisica, ma misura della fragilità, della caduta e della resistenza.
Tra le opere esposte nel parco figurano l’Edipo (1968), le grandi verticali degli anni Settanta e Ottanta e due grandi dischi degli anni Settanta. “Con questa mostra restituiamo alla scultura di Ceschia la scala per cui è stata pensata: quella del corpo, del passo, del dialogo con la natura e dello sguardo che la attraversa nello spazio aperto della Villa”, afferma il curatore Cortes Casarrubios. Nella galleria, sculture come Icaro, Sfera in apertura e Sviluppo di una sfera dialogano con i disegni e i progetti dell’artista, tra cui gli studi per il Monumento alla Resistenza di Cividale (1975) e per le opere realizzate in tutta la regione. Nella limonaia il visitatore incontra invece una sezione dedicata alla riflessione di Ceschia sul disastro atomico di Hiroshima con i grandi gessi dei Gong da Hiroshima (1961), insieme al Pegaso abbattuto, importante realizzazione in legno del 1970.
Le opere in mostra provengono in gran parte dalla famiglia Ceschia, che ha sostenuto il progetto e collaborato attivamente alla sua realizzazione. Un ringraziamento particolare va inoltre alla società Lignano Pineta per l’importante prestito di una delle opere più iconiche della produzione di Ceschia, il Disco Rosso (1976), che dal Parco del Mare di Lignano Pineta raggiungerà, per l’occasione, Villa de Claricini Dornpacher, dove verrà collocato proprio all’ingresso del percorso espositivo nel parco. Tre sculture monumentali provengono inoltre dalla Braida Copetti di Leproso (Premariacco, Udine).
A completamento della mostra, dopo l’inaugurazione verrà presentato il catalogo, che conterrà nuovamente un intervento fotografico di Alessandro Ruzzier, già autore del progetto fotografico realizzato per l’esposizione dedicata a Marcello Mascherini. Questa volta il fotografo metterà in relazione le sculture di Ceschia presenti in mostra con le grandi opere che lo scultore ha realizzato negli spazi pubblici della regione, dalle più note – come la Sfera per il Palazzo dei Congressi di Grado (1980) – a quelle meno conosciute. Si ringrazia in particolare il Gruppo Zaffiro per aver reso possibili le riprese fotografiche inedite delle tre opere di Luciano Ceschia conservate a Udine, presso la propria sede di via Umago. In questo modo, la mostra e la Villa de Claricini Dornpacher diventano il centro propulsore della riscoperta del patrimonio pubblico regionale legato alla figura di Luciano Ceschia, guidando le iniziative per il centenario.
“Con questa mostra proseguiamo il percorso dedicato alla grande scultura del Novecento avviato con Marcello Mascherini – sottolinea Oldino Cernoia, presidente della Fondazione de Claricini Dornpacher –. Ospitare l’opera di Luciano Ceschia nel centenario della nascita, con il sostegno della sua famiglia e la generosità di chi ne custodisce le opere sul territorio, è per noi motivo di grande orgoglio.”
Nato a Tarcento (Udine) il 4 giugno 1926 da una famiglia contadina, Luciano Ceschia si forma tra le botteghe artigiane del Friuli: nel 1940 frequenta lo studio del fotografo e pittore Cesare Turrin, l’anno seguente il laboratorio dell’ebanista Salvatore Rizzi a Colugna e, dal 1943, lo studio dello scultore Antonio Franzolini a Udine, dove apprende a formare i gessi. Internato in un campo di prigionia in Austria nel 1944, al rientro nel 1945 partecipa alla nascita del movimento neorealista friulano. Si iscrive nel 1946 al Liceo Artistico di Venezia e lavora poi come disegnatore in Jugoslavia (1948-49) e come decoratore a Ginevra (1951-52), dove entra in contatto diretto con l’arte moderna europea.
Rientrato in Friuli, sviluppa dal 1953 un’intensa produzione ceramica e dal 1960, le “ceramiche greificate”: la Grande porta di Hiroshima, esposta nel 1962 alla XXXI Biennale di Venezia, gli vale il Premio del Ministero dell’Industria e del Commercio. Negli anni Sessanta collabora con architetti come Marcello D’Olivo, Ermes Midena, Gino Valle e Gianni Avon, realizzando opere murali di grande formato che segnano il passaggio verso una scultura di respiro monumentale.
Dal 1961 avvia la serie dei Gong, Dischi e Scudi in ghisa e metalli fusi, che segna il passaggio dalla figurazione al motivo circolare, sviluppato negli anni successivi anche attraverso lo studio della sfera nella lavorazione della pietra. Invitato alle rassegne internazionali di Forma Viva, realizza opere a Pirano (1969) e Labin (1971) e la grande Sfera in cemento armato di Maribor (1973), prima di una serie che culminerà nella Sfera per il Palazzo dei Congressi di Grado (1980).
Nel 1975 realizza il Monumento alla Resistenza di Cividale del Friuli, che l’anno successivo gli vale la cittadinanza onoraria della città. Alla metà degli anni Settanta avvia la serie delle verticali, sculture in ferro e materiali compositi ideate come stele-totem, esposte anche a Vienna nel 1979. Dalla metà degli anni Settanta si dedica inoltre all’incisione di medaglie, dedicando serie ai fisici Fermi, Segrè e Marconi e ai poeti russi, friulani e americani.
Nel 1984 espone alla Main Hall Gallery di New York. L’ultima mostra a cui partecipa personalmente, dedicata alle sue medaglie, si tiene al Castello di Udine nel luglio 1991. Luciano Ceschia si spegne a Udine il 4 novembre 1991.
Luciano Ceschia. A scala umana
Villa de Claricini Dornpacher – via Boiani 4, Bottenicco di Moimacco (UD)
30 agosto – 25 ottobre 2026
Mostra visitabile dal lunedì al venerdì e nei weekend nei seguenti orari: 09:00—12:00 e 15:00—18:00;
Biglietto: €4,00 per visita al parco, ai giardini storici e alle mostre in corso.
Ingresso da via San Giusto 5. Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.
Per ulteriori informazioni: info@declaricini.it
Edificata intorno alla metà del secolo XVII dalla nobile famiglia di origini bolognesi de Claricini Dornpacher, Villa de Claricini Dornpacher si trova a Bottenicco di Moimacco, in provincia di Udine e a breve distanza da Cividale. Dal 1971 è sede della Fondazione omonima, istituita per volere della contessa Giuditta de Claricini (1891 – 1968), ultima erede del casato, con lo scopo di conservarne il patrimonio storico e artistico e promuovere studi e manifestazioni culturali. Il comprensorio è aperto al pubblico dalla primavera all’autunno con un ampio calendario di iniziative culturali.
