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SALMAN RUSHDIE A PORDENONELEGGE: Domani a NY debutta il documentario sul mio attentato – Un buon film, ma sarà dura vederlo

DiRedazione

Set 16, 2026

SALMAN RUSHDIE, “AMBASSADOR OF FREEDOM” A PORDENONELEGGE, CON LO SGUARDO A NEW YORK DOVE PROPRIO DOMANI – 17 SETTEMBRE – DEBUTTA IL FILM DI ALEX GIBNEY, KNIFE (COLTELLO), CHE RICOSTRUISCE IL SUO ATTENTATO, E LA FATICOSA RIPRESA. «PER ME SARÀ DURA VEDERLO, MA SPERO CHE PER IL RESTO DEL PUBBLICO POSSA ESSERE UNA VISIONE INTERESSANTE …»

TRUMP? NON HA IL SENSO DELL’UMORISMO … E DICE IL CONTRARIO DELLA VERITÀ. LA GUERRA IN IRAN? UN CONFLITTO CONTROPRODUCENTE, IL REGIME IRANIANO NE USCIRÀ PIÙ FORTE».

PORDENONE, 16 SETTEMBRE 2026

Riceverà questa sera, a pordenonelegge, l’Onorificenza di Ambassador of Freedom, inaugurando la 27^ edizione del festival che focalizza con forza sul tema della libertà di espressione, anche e soprattutto attraverso i libri. Ma già domani lo scrittore e saggista Salman Rushdie volerà di ritorno verso gli Stati Uniti, per partecipare, a New York, alla prima molto attesa del film Knife, il documentario di Alex Gibney intimo e straziante che affronta l’attentato del 2022 che ha quasi tolto la vita a Rushdie, raccontato in gran parte con le parole dello scrittore, ripercorrendo l’accoltellamento, le sue brutali conseguenze e la lunga, incerta strada della guarigione. «Spero di arrivare in tempo – spiega Rushdie nella conferenza stampa che lo ha visto protagonista questa mattina a pordenonelegge – i programmi di viaggio sono complicati per arrivare a New York domani sera. Credo che questo sia un buon film, Alex Gibney è uno dei migliori registi documentaristi del nostro tempo, non a caso è vincitore di un premio Oscar. Ha adottato un approccio molto sensibile, la colonna portante del film è il video diario girato da mia moglie, la poetessa e fotografa Rachel Eliza Griffiths, che per un anno ha ripreso noi due mentre cercavamo di affrontare la tragedia che ci è capitata. Di curare a poco a poco le ferite, fino alla guarigione e al completo ristabilimento. Certo per me sarà dura vederlo, ma spero che per il resto del pubblico possa essere una visione interessante …»

Atteso fra poche ore, alle 20 al Teatro Verdi, per il dialogo di pordenonelegge sul tema Linguaggi della verità, Salman Ruishdie è stato oggi introdotto dal presidente di Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti, che ha sottolineato la vocazione di questa 27^ edizione del festival, e il suo filo rosso: da chi tuttora soffre per aver manifestato le sue idee, lo scrittore Salman Rushdie icona della liberta di opinione, al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, da sempre impegnato per i valori di libertà e indipendenza, anche degli altri popoli. Un percorso che incrocerà la storia di Anna Politkovskaja attraverso il libro di sua figlia Vera, e le tante altre voci della Dissensio Arena al festival». «Salman Rushdie ha cambiato il modo in cui raccontare le storie – ha sottolineato il curatore di pordenonelegge Alberto Garlini, intervenendo alla conferenza stampa – Ci ha consegnato storie che generano altre storie, la sua è una letteratura che rifiuta una sola voce, e questa è la sua forza. Un modo nuovo di pensare il romanzo, e la vita che lo sottende».

Salman Ruihdie ha risposto anche intorno ai temi di attualità alle domande dei giornalisti: «Trump? Non ha il senso dell’umorismo, direi. E tutto quello che dice è il contrario della verità, anche a proposito di AI. La libertà di espressione? Gli scrittori sono persone ostinate, vedrete che riusciremo a dire quello che vogliamo. Spero che la verità non diventi una questione di appartenenza, noi scrittori cerchiamo di fare del nostro meglio. Trump, tuttavia, è una minaccia non solo sul fronte della libertà di espressione: ma siamo a 50 giorni dalle elezioni di Mid-term e forse le cose cambieranno …».

Relativamente alla sua vicenda personale, Rushdie ha ricordato di aver scritto i Versi satanici come suo quarto romanzo e quinto libro pubblicato: «ad oggi – spiega – sono arrivato a quota 23, quindi la maggior parte della mia produzione letteraria è successiva a quanto accaduto, e alla fatwa. Per 25 anni ho pensato di poter condurre una vita ordinaria, la mia vita di scrittore. Poi, nel 2022, si è verificato l’attentato, che considero tuttora un fatto isolato e non l’inizio di una nuova fase di minaccia. Mi sono sentito fortunato ad essere sopravvissuto, oggi dò molta importanza al tempo “extra” che mi è stato concesso su questa terra e cerco di usarlo per le cose veramente importanti. L’Islam radicale esiste, ed esiste un regime sanguinario in Iran: ma non trovo giusta la guerra promossa, non porterà al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione iraniana. Si tratta di un conflitto controproducente, il regime iraniano ne uscirà più forte».

E l’Italia, e Pordenone? «Mi sto divertendo molto a pordenonelegge – sorride Rushdie –  è davvero piacevole stare qui,  anche in questo momento con voi …».

Di Redazione

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