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L’OMAGGIO MUSICALE AL GRANDE VIOLINISTA INTERNAZIONALE CESARE BARISON LUNEDÌ 6 MAGGIO

DiRedazione

Mag 3, 2024

Rendere omaggio a Cesare Barison, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa, significa rendere omaggio alla storia musicale di Trieste: violinista fra i più apprezzati del suo tempo a livello internazionale, Barison – veneziano di nascita, classe 1985, mancato il 15 aprile 1974 – è stato musicista cosmopolita, compositore e grande didatta, a lungo impegnato come docente al Conservatorio Tartini di Trieste, e anche Sovrintendente del Teatro Verdi. Proprio a lui è dedicato il concerto in programma lunedì 6 maggio, alle 20.30, nella Sala Tartini del Conservatorio di Trieste. Una dedica che arriva dall’Istituzione di Alta Formazione musicale che lo annovera fra i suoi docenti più insigni, e dal violinista Fabrizio Falasca e il pianista (talentuoso allievo del Tartini) Matteo Di Bella, giovaniinterpreti fra i più apprezzati della propria generazione. Il programma prevede l’esecuzione di alcune pagine composte da Cesare Barison per violino e pianoforte, i 5 pezzi op. 2”: n. 3, 4 e 5 e Trois impressions op. 10, accanto alla Sonata n. 3 di Johannes Brahms, un classico del repertorio che Barison suonò per tutta la sua carriera. Nelle splendide pagine originali del violinista si alternano atmosfere evocative a fatali ritmi ungheresi o di mazurka in un violinismo tecnicamente molto elaborato e di grande eleganza. Musicista profondo e ricco di sentimento, tardo romantico ma scevro da ogni manierismo, Barison ha una voce pura e originale: la voce di un grande violinista triestino, italiano e mitteleuropeo. L’omaggio è inserito nel cartellone dei Concerti Primavera 2024 del Tartini, di scena fino al 16 giugno, a cura del responsabile di produzione Luca Trabucco e del direttore del Conservatorio Sandro Torlontano, aperto al pubblico con il semplice consiglio di prenotare il proprio posto in sala. Prenotazioni fino ad esaurimento posti, tel. 040 6724911 info e dettagli www.conts.it.

Figlio del noto pittore Giuseppe Barison, Cesare si trasferisce con la famiglia a Trieste in tenera età. Riceve la sua prima educazione musicale dal M° Vram; talento violinistico precoce, viene accolto alla scuola del grande Otakar Ševčik, a Praga, dove si perfeziona per due anni. La carriera inizia in modo brillante e poco più che ventenne ottiene vasti consensi in tutta Europa: suona a Berlino il Concerto di Bruch alla presenza del compositore, si esibisce a Budapest, Vienna, Montecarlo e intraprende ampie tournee in Egitto, in Messico e a Cuba. In quegli anni Barison conosce il meglio del concertismo europeo: raccoglie il consenso entusiasta di Godowsky, incontra Kreisler, la Pavlova, Grumiaux, e Milstein a cui si lega con duratura amicizia. Gli anni del fascismo segnano, purtroppo, una battuta d’arresto e un progressivo isolamento: Barison e antifascista irremovibile. Dopo la guerra, con il governo provvisorio alleato a Trieste, arriva pero la sua rivincita: per chiara fama e per la condotta scevra da compromessi viene eletto all’unanimità Sovrintendente del Teatro Verdi, posizione che tiene per un decennio. Un decennio felice di rinascita per la città e per il suo teatro, contrassegnato da debutti di grandi voci liriche e da una programmazione cosmopolita di ampio respiro. Negli anni successivi, al fianco delle attività concertistica e didattica mai interrotte, continua la curatela e la pubblicazione, presso l’editore Universal, di lavori della tradizione violinistica italiana del Sei-Settecento, un impegno durato molti anni e già premiato dalla Reale Accademia d’Italia su segnalazione di Pizzetti e, soprattutto vede la luce, presso l’editore Carisch, La Tecnica superiore del Violino; lavoro didattico in due volumi dedicato a David Oistrakh, che lo adotta come testo nella propria classe al Conservatorio di Mosca. Barison si congeda dal concertismo attivo dopo gli ottant’anni, eseguendo per l’ultima volta il Concerto di Brahms, diretto da Ansermet, in quel Teatro Verdi di cui era stato Sovrintendente in una fase precedente della vita. Pochi giorni prima di spegnersi nel 1974 dà alle stampe il libro Trieste città musicalissima: un commiato destinato a tenerlo vivo nel ricordo della sua città. Questo concerto di oggi è un omaggio a Barison, docente di questo Conservatorio per molti decenni, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa.

Fabrizio Falasca, considerato uno dei migliori violinisti italiani della sua generazione, è nato nel 1988 ed ha cominciato lo studio del violino in giovane età affermandosi rapidamente e vincendo numerosi concorsi nazionali ed internazionali, tra i più importanti, nel 2010 è stato premiato al Concorso Biennale di Violino di Vittorio Veneto e nel 2013 al Concorso Internazionale di Violino A. Postacchini di Fermo. Si è esibito come solista in importanti stagioni e festival musicali in tutto il mondo, tra cui la stagione cameristica del Teatro San Carlo di Napoli, Festival di Ravello, Festival Dei Due Mondi di Spoleto, Unione Musicale di Torino, Festival di Kassel, Gulangyu Festival, Musica Insieme di Bologna, Amici della Musica di Firenze, Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, Philharmonia Chamber Music Series nel Regno Unito e in importanti teatri e sale da concerto quali Teatro Verdi di Salerno, Teatro Caio Melisso di Spoleto, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Sociale di Como, Teatro La Pergola di Firenze, Teatro Manzoni di Bologna, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Carlo Felice di Genova, Royal Opera House Muscat, Salle Garnier di Montecarlo, Vadhat hall di Teheran, Royal Festival hall di Londra, Musikverein Brahms Saal di Vienna. Suona regolarmente, svolgendo attività cameristica con il suo quartetto d’archi Philharmonia Chamber Players, e insieme a musicisti della levatura di B. Canino, J. Ju, A. Pompa-Baldi, F. Petracchi e insieme a numerose prime parti dei teatri più prestigiosi d’Europa. È apparso come solista in trasmissioni radiofoniche per Radio RAI e BBC Radio e ha inciso per  CPO, Centaur Records, Aulicus Classics, Amadeus, Classic Music Label e Brilliant Classics. Ha suonato come solista con numerose orchestre tra cui la Philharmonia Orchestra, l’Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra da Camera Italiana, Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, Orquestra de Cascais e Oeiras, Solisti del Teatro San Carlo, Orchestra Sinfonica Abruzzese, Florida Philharmonic orchestra, Teheran Symphony orchestra. Nel 2016 è risultato vincitore del concorso di Spalla dei Primi Violini della Tiroler Symphonie Orchester Innsbruck e nello stesso anno è stato nominato Assistant Concertmaster della Philharmonia Orchestra di Londra, posizione che ricopre attualmente nel Regno Unito. Nel 2022 è risultato vincitore del concorso di primo violino di spalla dell’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, posizione che ricopre attualmente in Italia. Ha collaborato come spalla dei primi violini con l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, l’Orchestra del Tiroler Festspiele Erl in Austria. Collabora regolarmente come Spalla dei Primi Violini con orchestre di classe mondiale tra cui la Philharmonia Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra, Orchestra de la Suisse Romande di Ginevra, BBC Philharmonic Orchestra, Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e London Symphony Orchestra (quest’ultima come 2nd concertmaster). Fabrizio si è diplomato con menzione speciale al conservatorio di Salerno e ha continuato i suoi studi all’Accademia Stauffer con S.Accardo, alla Scuola di Musica di Fiesole con F. Cusano e con D. Schwarzberg all’accademia di Pinerolo. Ha successivamente vinto una borsa di studio e conseguito il Master of Music alla Royal Academy of Music di Londra sotto la guida di So-Ock Kim. Si è perfezionato con numerosi insegnanti tra cui M. Vengerov e L. Kavakos. E’ attualmente docente di violino presso il Conservatorio di Musica di Potenza e la London Performing Academy of Music di Londra. Suona un violino Joseph Guarneri del 1727 e un violino Francesco Rugeri del 1690, appartenuti al violinista Cesare Barison, per gentile concessione della famiglia. Matteo Di Bella nasce a Udine nel 2001 e all’età di 4 anni inizia lo studio del pianoforte, entrando a 9 anni nel conservatorio “J. Tomadini” di Udine. Inizialmente è stato allievo di Tiziana Bortolin, Massimiliano Ferrati e quindi di Luca Trabucco al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Nel corso degli anni, ha partecipato a numerosi concorsi nei quali si è aggiudicato due primi premi assoluti a Martignacco e Finale Ligure; otto primi premi a Trieste, Povoletto, Martignacco, Malborghetto, Tolmezzo, Grado, Palmanova. Nel 2018 in duo pianistico con Lorenzo Ritacco ha vinto il secondo premio al concorso “L. Caraian” di Trieste. Ha inoltre frequentato numerosi master con diversi professori tra cui Maurizio Baglini, Marcella Crudeli, Irene Russo, Massimiliano Damerini, Borislava Taneva, Pierluigi Camicia, Christoph Eggner. Si è esibito in un ensemble di percussioni e pianoforte a 4 mani a Udine, Lubjana, Pordenone e Venezia. Inoltre a maggio 2022 ha suonato a Milano in occasione di “Piano City”, nella maratona delle 9 Sinfonie di Beethoven a 8 mani, incidendo poi la Sinfonia nel gennaio 2023. Ha recentemente concluso il Biennio di Pianoforte con la votazione di 110, lode e menzione d’onore. Attualmente è iscritto al biennio di Musica da Camera a Trieste. Appassionato inoltre delle scienze economiche, sempre a Trieste frequenta il secondo anno nella facoltà di Economia.

Di Redazione

Direttore : SERAFINI Stefano Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it

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