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Nabatele è un evento collaterale della 61° Esposizione Internazionale d’Arte – Biennale di Venezia

DiRedazione

Lug 18, 2026

Venezia, 16 luglio – 16 settembre 2026. Arsenale Nord, Sestiere di Castello

L’installazione Nabatele, una sinagoga fluttuante realizzata dall’artista e architetta Anna Kamyshan, è stata presentata per la prima volta a Venezia, come Evento Collaterale della 61-sima Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. L’installazione è curata da Maria Veits e Yevgeniy Fiks ed è organizzata dal Montreal Jewish Museum.

Su un’enorme roccia sospesa nell’aria si erge una sinagoga che fluttua al di sopra della  laguna veneziana, esposta alle forze atmosferiche. I visitatori della Biennale Arte 2026 potranno osservare, giorno e notte, questo simbolo di luce eterna nel cielo risplendere sopra l’Arsenale. Le sinagoghe veneziane del XVI secolo erano confinate ai piani superiori degli edifici, dove restavano discrete e invisibili. Anche Nabatele si situa in alto, ma, a differenza di quei luoghi di culto del passato, è un tempio che si eleva nella luce, accessibile agli occhi di tutti. 
L’installazione richiama il dipinto Il castello dei Pirenei (1959) di René Magritte, in cui una gigantesca pietra, sormontata da un castello, levita sopra le onde in tempesta, immagine  spesso interpretata come simbolo di una speranza slegata e di una salvaguardia resiliente. Allo stesso modo, Nabatele (una parola yiddishizzata di origine slava e semitica, che significa “richiamare l’attenzione” o “allarme in momenti di pericolo”) risponde all’attuale incertezza globale, segnata da conflitti e divisioni, in cui l’erranza diventa talvolta il rifugio più sicuro. 

Simbolo di solidità ineffabile, Nabatele è un tempio accessibile allo sguardo di tutti. 

L’opera consiste in un aerostato a doppia membrana riempito di elio, che si solleva fino a venticinque metri sulla superficie dell’acqua. La parte superiore, la sinagoga sospesa, conserva la presenza e le caratteristiche di un’architettura reale, evocando un luogo di preghiera concreto, ma traslato nell’aria. Sotto di essa, la roccia fluttuante custodisce radici e frammenti di pietra, simulacri di una terra di appartenenza.  

Nei giorni di vento, Nabatele si adagia sulla superficie dell’acqua, mentre, in condizioni più calme, fluttua liberamente, talvolta vicina all’acqua, talvolta alta nel cielo, in un costante dialogo con l’atmosfera. 

L’opera riflette anche la complessa identità dell’artista, ucraina di origini ebraiche e russe. Come descritto da Anna Kamyshan: “Nabatele esplora la tensione tra gravità e galleggiamento, lo sforzo gentile nell’esistere sradicati. Rimane un mistero sapere se la struttura abbia mai avuto radici o fondamenta, o se si sia sempre librata sopra la terra; se cerchi un luogo dove posarsi, o se invece preferisca la propria autonomia aerea. La luce costante delle finestre della sinagoga simboleggia per me quella fiamma interiore che non viene spenta da nessuna turbolenza e che persiste nell’instabilità.” 

I curatori Maria Veits and Yevgeniy Fiks spiegano che: “Lo Yiddishland Pavilion è un  padiglione concettuale, non nazionale, appartenente a un Paese immaginario modellato  dalla lingua e dalla cultura yiddish. Nabatele non si limita a rappresentare Yiddishland, ma lo incarna, rendendo tangibile la sua forma diasporica di appartenenza.” 

Concepita come un’installazione itinerante, Nabatele proseguirà il suo viaggio dopo Venezia verso altre istituzioni e spazi pubblici internazionali. 

Nabatele è organizzato dal Montreal Jewish Museum, un’istituzione culturale riconosciuta per le sue mostre innovative e i programmi pubblici che esplorano la storia, la cultura e la vita ebraica contemporanea in Canada e a livello internazionale. 

Il progetto è un punto di connessione duraturo” afferma Alyssa Stokvis-Hauer, Direttrice Artistica del Montreal Jewish Museum. “Nabatele mira ad ampliare la propria risonanza culturale, favorendo un valore durevole e una piattaforma di dialogo e scambio tra comunità e culture – obiettivi che si armonizzano con quelli del nostro Museo come istituzione organizzatrice di Nabatele a La Biennale di Venezia, e come futuro ente ospitante che  porterà il lavoro in Nord America/Canada”.

Foto: Artist and architect Anna Kamyshan, photographers Tea Monselesan and Fanni Baranyi

Nabatele is a Collateral Event of the 61st International Art Exhibition of La Biennale di Venezia

Venice, Italy, 16 July – 16 September 2026. Arsenale Nord, Castello District (Venice)

The open-air installation Nabatele, a floating synagogue designed by artist and architect Anna Kamyshan, premiered as a collateral event of the 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. The project is curated by Maria Veits and Yevgeniy Fiks, and organised by the Montreal Jewish Museum

On a huge rock suspended in the air, exposed to the forces of nature, a floating synagogue hovers above the city of Venice. Visitors to the Biennale Arte 2026 will be able to witness, day and night, this symbol of eternal light in the sky shining out over the Arsenale. The Venetian synagogues of the 16th Century were confined to a building’s upper floors, where they remained inconspicuous and unseen. Nabatele, too, inhabits an elevated plain. But unlike those houses of worship of the past, this temple shines proudly for all to see. 

The project recalls René Magritte’s painting The Castle in the Pyrenees (1959), in which a gigantic stone, surmounted by a castle, levitates above stormy waves, an image often interpreted as unmoored hope and suspended safety. In the same way, Nabatele (aYiddishized word of Slavic and Semitic origin meaning “call attention to” or “alarm in times of danger”) responds to current global uncertainty, marked by conflict and division, in which wandering is sometimes the best refuge. 

A symbol of ineffable solidity, Nabatele is a temple for all. Visible to all. 

Built as a double-membrane helium-filled balloon, the installation can rise up to twenty-five metres. The upper part, the suspended synagogue, retains the presence and precision of real architecture, evoking a concrete place of worship, transposed into the air. Beneath it, the floating rock preserves roots and fragments of stone, the simulacra of a land of belonging.  

On windy days, Nabatele settles on the water’s surface, while in calmer conditions it floats freely, sometimes low towards its mooring, sometimes high in the sky, in constant dialogue with the atmosphere.The piece also reflects the artist’s complex identity: Ukrainian with Jewish and Russian origins. 

Anna Kamyshan says: “Nabatele explores the tension between gravity and buoyancy, the  gentle effort of existing uprooted. Whether the structure ever had roots or a foundation, or instead always floated freely above the ground; whether it seeks a place to land or prefers its airy autonomy… these questions remain a mystery. The constant light from the synagogue windows symbolizes for me that inner flame that is not extinguished by any turbulence, and that persists in instability.” 

Curators Maria Veits and Yevgeniy Fiks say: “Central to the project is the concept of Yiddishland: a non-territorial cultural continuum preserved through language, memory, and transmission rather than land or sovereignty. Nabatele does not simply represent  Yiddishland – it embodies it, materializing its diasporic form of belonging and giving  presece to a peoplehood untethered from territory.” 

Conceived as a traveling installation, Nabatele will continue its journey beyond Venice,  visiting leading cultural institutions and public spaces around the world. 

Nabatele is organized by the Montreal Jewish Museum, a cultural institution recognized for innovative exhibitions and public programs that explore Jewish history, culture, and contemporary life in Canada and internationally. 

We understand the project as a point of connection over the long-term,” says Alyssa Stokvis-Hauer, Artistic Director of the Montreal Jewish Museum. “Conceived to travel, Nabatele seeks to broaden its cultural reach and foster dialogue across communities and cultures. These goals are what led our museum to organize the project as a Collateral Event at the 61st International Art  Exhibition – La Biennale di Venezia and become its future North American host.” 

In copertina: Ph. Credit: Tommaso Boccadifuoco with Labirinto Design Studio, provided courtesy of Montreal Jewish Museum

Di Redazione

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