IL FUTURO SI LEGGE: A LECCE L’ESPERIENZA DI PORDENONELEGGE È UN ESEMPIO DA RACCONTARE, IERI L’EVENTO PARTECIPATISSIMO “CONVERSAZIONI SUL FUTURO” CON LE ISTITUZIONI PUGLIESI E CON L’INTERVENTO DELLA DIRETTRICE DI FONDAZIONE PORDENONELEGGE.IT MICHELA ZIN E DELLA RESPONSABILE DI SEGRETERIA PAOLA SCHIFFO.
UN’INIZIATIVA PROPIZIATA DALL’EX PREFETTO DI PORDENONE NATALINO MANNO, OGGI PREFETTO DI LECCE, FORIERA DI FUTURE SINERGIE: COME UN FUTURO “GEMELLAGGIO” FRA GLI ANGELI DI PORDENONELEGGE E I GIOVANI VOLONTARI DEL FESTIVAL LETTERARIO DI LECCE.
Filo rosso Pordenone – Lecce, nel segno dei libri e della promozione della lettura: l’esperienza di pordenonelegge è stata ieri al centro della rassegna culturale di Lecce Nel Frattempo – Conversazioni sul futuro, promossa dall’associazione Diffondiamo idee di valore per la direzione di Gabriella Morelli. “Il futuro si legge. Libri, festival e comunità culturali” era il tema dell’evento che si è svolto ieri pomeriggio – venerdì 17 luglio –al Museo Castromediano di Lecce: unmomento di confronto sul ruolo dei festival letterari e culturali come spazi di relazione, progettazione e sviluppo territoriale, soprattutto sulla capacità dei festival di attivare comunità, generare pubblico e costruire reti tra istituzioni, imprese, università, scuole, biblioteche, associazioni, autrici, autori, lettrici e lettori. «Esattamente le caratteristiche di pordenonelegge – osserva la Direttice di Fondazione Pordenonelegge.it Michela Zin – Il nostro è un festival costruito per durare nel tempo, non solo per l’attrattività del suo cartellone, ma grazie alla fitta rete di relazioni e collaborazioni costruite con le realtà culturali e istituzionali del territorio, cercando di coniugare alla qualità delle scelte artistiche il coinvolgimento capillare degli attori della filiera culturale della città e dell’intera Regione Friuli Venezia Giulia. Con un approccio inclusivo, lo sguardo rivolto alle giovani generazioni e naturalmente con l’occhio anche alla sostenibilità economica delle proprie iniziatve. Ci ha fatto piacere portare a Lecce un’esperienze importante, nata in Friuli e diventata riferimento nazionale: ringraziamo Natalino Manno, oggi prefetto di Lecce ma prima ancora prefetto a Pordenone, per aver favorito nei mesi scorsi questa sinergia, foriera di future collaborazioni. È già in vista, infatti, un progetto di scambio e “gemellaggio” fra gli Angeli di pordenonelegge e i giovani volontari del festival letterario di Lecce». «Il Friuli, in particolare la città di Pordenone, è stato il mio primo incarico – ha ricordato ieri l’attuale prefetto di Lecce Natalino Manno – e come il primo amore mi è rimasto nel cuore, e lo rimarrà sempre».
Sono intervenuti all’evento di ieri anche l’Assessora regionale alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia Silvia Miglietta, il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, il vicesindaco di Lecce Roberto Giordano Anguilla, il prorettore vicario dell’Università del Salento Salvatore Rizzello, il direttore del Polo BiblioMuseale di Lecce Luigi De Luca e ilpresidente di Confindustria Lecce Valentino Nicolì, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo delle imprese, della cultura e della formazione, delle biblioteche e dei festival.
«Il confronto è stato l’occasione per ricordare che il “modello pordenonelegge” è quello di una città che diventa festival, un progetto nato su iniziativa della Camera di Commercio di Pordenone e delle associazioni di categoria. La Fondazione Pordenonelegge.it ha raccolto nel 2013 la mission di valorizzazione del territorio attraverso la cultura, la letteratura e il dialogo con autori, editori, intellettuali e personalità di rilievo nazionale e internazionale, diventando un soggetto culturale attivo tutto l’anno, capace di coinvolgere imprese e istituzioni e di contribuire alla crescita sociale e al benessere della comunità. Un percorso che assume oggi un valore ancora più significativo alla luce della designazione di Pordenone Capitale italiana della cultura 2027». Al centro del dibattito anche il ruolo della formazione, della ricerca e dei giovani nella costruzione di ecosistemi culturali più solidi, e il rapporto tra cultura e imprese: partendo dall’idea che “sponsorizzare” significhi anche contribuire alla crescita sociale ed economica di un territorio.
