ISOLA DI BARBANA – Da alcuni giorni il Consiglio per gli Affari Economici del Santuario di Barbana ha avviato un cambiamento significativo nella gestione dei rifiuti, adottando un modello già diffuso nei rifugi alpini. In quei contesti, spesso difficili da raggiungere e servire, ai visitatori viene richiesto di riportare a valle i propri rifiuti, così da non gravare sui gestori con un carico logistico che supererebbe le loro possibilità operative. La situazione di Barbana presenta analogie evidenti. Ogni rifiuto lasciato sull’isola deve essere raccolto, differenziato, insaccato, caricato sulla barca privata del Santuario, trasportato fino alla terraferma e infine conferito nei cassonetti dedicati. Un processo complesso, che richiede tempo, energie e risorse, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso di pellegrini e visitatori. Un invito alla corresponsabilità Per questo motivo il Consiglio Economico rivolge un appello chiaro e fraterno a pellegrini, parrocchie, gruppi e visitatori: riportare sulla terraferma i propri rifiuti, differenziandoli correttamente e conferendoli negli appositi contenitori. Si tratta di un gesto semplice, ma di grande valore ecclesiale e comunitario: un modo concreto per custodire la bellezza dell’isola e sostenere il servizio dei monaci e dei volontari che ogni giorno si prendono cura del Santuario. Una fatica che si può evitare Non è raro che, al mattino, i monaci e i volontari trovino cumuli di bottiglie di alcolici e birra, cartoni di pizze d’asporto e altri materiali abbandonati alla rinfusa o direttamente a terra. Un comportamento che contrasta con lo spirito del luogo e che rende ancora più gravoso un compito già impegnativo. Custodire Barbana è un atto di fede L’isola non è solo un luogo geografico: è un segno di grazia, un punto di riferimento spirituale, una casa comune che chiede rispetto e attenzione. Riportare con sé i propri rifiuti significa partecipare alla cura del Santuario, vivere un gesto di sobrietà evangelica e contribuire a preservare un luogo che da secoli accoglie preghiere, speranze e cammini di fede.
Livio Nonis
