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Voce del NordEst

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Non sappiamo quale fosse il clima nei primi giorni di Aprile del 568 d.C., ma conoscendo quello che di li a breve sarebbe diventato il “Friuli” e le particolari condizioni di quello scorcio di fine VI secolo, possiamo aspettarci che il primo sguardo di Re Alboino sulla nuova terra del suo popolo si sia soffermato sul intenso verde della vegetazione primaverile ed il grigio plumbeo delle nubi cariche di pioggia.

Mi piace immaginare così l’arrivo dei Longobardi, i ritardatari della grande epoca delle migrazioni, che attraverso il Friuli entrarono nella penisola italiana e che per i successivi 200 anni ne segnarono il corso, gettando le basi di molti aspetti ancora oggi caratteristici delle varie identità che compongono questo disunito mosaico in cui viviamo.

In questa rubrica, unendo storia, archeologia e ricostruzione, cercheremo di delineare l’identità di questo popolo, dalle loro origini mitiche nel nord dell’Europa, ai lunghi secoli della migrazione, fino allo stanziarsi in Italia. Ci focalizzeremo in particolare sul nord-est, l’Austria Longobarda, con il grande ducato di Cividale, il più antico e fra i più indipendentisti, senza dimenticare gli altri che gli orbitavano attorno.

Cercheremo di raccontare la loro cultura, i modi di vita, l’abitare, il combattere, la politica, facendo riferimento agli studi più recenti ed aiutandoci con la ricostruzione della loro cultura materiale.
Troppo spesso la storiografia “classica” italiana ha voluto vedere nei Longobardi la metafora dell’invasore straniero, ma in realtà scopriremo che la questione era molto più complessa, che il loro arrivo era frutto di grandi dinamiche Europee e bizantine e che non erano per nulla “i barbari distruttori di civiltà” che troppo spesso ci hanno raccontato.
Vedremo la loro perizia tecnica, i loro apici artistici, ma anche la dura vita in un’ epoca di militarizzata, senza dimenticare i profondissimi legami con il resto del continente. Ci sorprenderemo, spero, della complessità delle loro origini e delle loro leggende.
Non sarebbe però giusto lasciare tutto per i prossimi appuntamenti, proviamo quindi a rispondere, brevemente, alla domanda di base: chi erano questi Longobardi?
La popolazione dei Longobardi appartiene a quel grande gruppo di popoli germanici, parlanti cioè idiomi antenati delle moderne lingue germaniche, che fra la fine del periodo romano e l’inizio del medioevo, ridefinirono gli equilibri di potere all’interno dell’Europa centro occidentale. Furono fra gli ultimi a stabilirsi in maniera permanente nei territori del vecchio impero d’occidente e a formare un regno Romano-Barbarico. Il loro potere resse per circa duecento ani dal 568 d.C. al 774 d.C., quando vennero sconfitti da Carlo Magno. Anche dopo la sconfitta, però, non lasciarono più il nostro territorio. Erano diventati l’ultimo mattone di quella complessa costruzione che sarebbe stata la popolazione della penisola nei secoli successivi. Non furono quindi un corpo estraneo, ma una componente attiva e dinamica nel definire una realtà tutta nuova , lontana da quella tardo antica : l’Alto Medioevo!


Di Gabriele Zorzi

Gabriele Zorzi Classe 1982, Laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso UNIUD, dal 2010 presiede l’associazione “La Fara”, che si dedica alla ricostruzione e divulgazione del patrimonio di epoca Longobarda https://www.facebook.com/AssociazioneLaFara/?locale=it_IT

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