Buongiorno, condivido con voi la mia poesia, nata dopo la splendida vittoria della staffetta femminile italiana nella 4×400 metri ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026.
Una medaglia d’oro che non rappresenta soltanto un successo sportivo, ma racchiude emozioni, sacrificio, determinazione e il valore di una squadra capace di correre insieme verso un unico traguardo.
A conquistare questo importante risultato è stato il quartetto formato da Clarissa Vianelli, Sara Cirillo, Ginevra Ricci e Ilaria Accame, quattro atlete che hanno saputo trasformare la fatica degli allenamenti e la tensione della gara in una straordinaria prova di forza e di talento.
È proprio da quelle emozioni, dall’energia della pista e dalla gioia per l’oro conquistato, che è nata la mia poesia, dedicata alle quattro protagoniste.
La staffetta è una disciplina particolare: ogni atleta corre la propria frazione, ma il risultato appartiene a tutte. Il testimone passa di mano in mano e, insieme ad esso, passano fiducia, responsabilità e speranza. Quattro corse diverse diventano così una sola corsa, quattro voci diventano una sola voce.
Clarissa Vianelli, Sara Cirillo, Ginevra Ricci e Ilaria Accame hanno rappresentato proprio questo spirito: la forza del gruppo, l’unione e la capacità di credere fino all’ultimo metro.
La loro medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 è stata quindi l’ispirazione per mettere in versi ciò che una vittoria può lasciare nel cuore di chi la osserva.
Questa poesia vuole essere un piccolo omaggio alle quattro atlete e al loro impegno, ma anche a tutti coloro che ogni giorno lavorano, spesso lontano dai riflettori, per raggiungere un sogno.
Quattro atlete. Un testimone. Una squadra. Un sogno diventato oro.
A Clarissa, Sara, Ginevra e Ilaria è dedicata questa poesia, nata dall’emozione di una corsa che ha fatto brillare l’Italia.
Il testimone
L’atletica non riduce
a lacrime o vincite,
a un applauso
che si spegne nel vento.
L’atletica apre
una città di libri e di passi,
diari veloci scritti sulla pelle.
La pista è una preghiera d’asfalto,
la corsia benedice le gambe,
il vento lava la faccia
e porta lontano la paura.
Quattro cuori entrano
nello stesso respiro,
quattro fiamme in una luce,
ciò che una mano lascia
un’altra mano raccoglie.
Nel testimone passa il tempo,
passa la fatica, passa il coraggio;
nessuna corre sola
quando il sogno ha quattro nomi.
Il pubblico in piedi
con l’azzurro, sospeso sul fiato,
è cielo prima dell’oro.
3’29″89 — il tempo si chiude,
ma apre una domanda:
Cosa significa vincere
quando si fa squadra?
Forse capire che nessuno traguardo
è individuale
comprendere che dentro
il passaggio di un testimone
ci sono già i passi della compagna.
