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Formula 1: il pagellONE di MONACO 2026

DiF1 addicted

Giu 7, 2026

Top 5

  • K.Antonelli: Domina il weekend di Monaco con la classe di un veterano. Raggiunge la quinta vittoria consecutiva grazie a una prestazione superlativa, iniziata nelle terze libere e culminata nell’ultimo giro della gara. Il Gran Premio, complicato da una doppia partenza dovuta alla bandiera rossa nel finale, lo vede protagonista di una gestione impeccabile: Kimi dimostra freddezza e determinazione, tenendo testa a un campione del calibro di Lewis Hamilton. Il distacco in classifica sull’inglese si fa ora consistente, lanciando ufficialmente Antonelli verso una fuga nel mondiale, voto 9.5
  • L.Hamilton : Ottimo weekend per l’inglese, che si conferma in grande spolvero sul circuito cittadino più iconico del mondo. La vittoria gli sfugge solo per l’exploit del campioncino italiano, non certo per demeriti propri o della monoposto. Lewis appare concreto e centrato, forte di un feeling ritrovato e solido con la vettura, a differenza del suo compagno di box Leclerc. Grazie a questa costanza, Hamilton si prende la seconda posizione nella lotta per il titolo mondiale, consolidando quella crescita iniziata qualche weekend fa, voto 8.5
  • I.Hadjar : Attualmente terzo in gara, Hadjar porta a casa un risultato di grande sostanza dopo un Gran Premio vissuto in sofferenza. La sua macchina continua a fare i capricci, come testimoniato dal ritiro di Verstappen, ma il francese tiene duro, riuscendo a contenere per larghi tratti della gara un Russell molto nervoso e, sulla carta, più rapido di lui. Resta in attesa di una possibile penalizzazione che potrebbe farlo scivolare fuori dal podio, ma la prova rimane di grande tenacia, voto 8
  • L.Lawson e A.Lindblad : Nonostante la giovane età e la poca esperienza nel Circus, i due alfieri del team Racing Bulls firmano una prestazione solida, concreta e precisa. Il quinto e sesto posto finale regalano punti preziosi al team di Faenza nella lotta a centro classifica. Guidano con attenzione, capitalizzando ogni occasione favorevole: emblematico il caso di Lindblad che, grazie a una Safety Car provvidenziale, riesce a consolidare la posizione inizialmente persa a causa della strategia Williams nello scambio tra Albon e Sainz, voto 7
  • P.Gasly : Sul tracciato conquista una splendida terza posizione, celebrando il podio nel circuito più celebre del mondo. Tuttavia, una serie di penalizzazioni lo relega al settimo posto finale. È pur vero che, partendo nono, ha beneficiato dei ritiri altrui, ma è altrettanto innegabile che Gasly sia stato un osso duro anche per i piloti più competitivi, confermandosi un avversario difficile da superare. Resta il rammarico per le sanzioni, che gli costano quel piazzamento a podio che avrebbe premiato la costanza di rendimento a cui l’esperto pilota francese ci ha ormai abituati, voto 7

Flop 5

  • G.Russell : La sua non è un’insufficienza dettata da errori di guida clamorosi, ma le prestazioni offerte da qualche weekend a questa parte non sono più derubricabili alla sola sfortuna. Le potenzialità della Mercedes sono elevate — come dimostra Antonelli — ma Russell, al confronto, perde nettamente: in qualifica chiude solo sesto contro la pole del compagno, mentre in gara finisce nelle retrovie, penalizzato da un drive-through scaturito da una disattenzione del muretto Mercedes (voto 3 alla scuderia per l’errore procedurale). Appare sfiduciato, privo della grinta necessaria per ribaltare l’inerzia della stagione. Scivolato terzo nel mondiale, vede il titolo allontanarsi pericolosamente, voto 5
  • Affidabilità Red Bull : Una power unit a intermittenza: il ritiro di Verstappen, rimasto piantato al via, è la fotografia di una stagione complicata. Anche Hadjar è costretto a continui interventi di gestione sulla monoposto, che portano inevitabilmente a sbavature non dipendenti dal suo talento. Il team di Milton Keynes deve correre ai ripari: il motore non è affidabile e l’aerodinamica non basta a compensare le lacune. Il risultato di Monaco è stato determinato più dalla fortuna e dalle caratteristiche del circuito che da una reale costanza di rendimento, voto 5
  • McLaren : Discorso simile per il team campione del mondo: l’affidabilità continua a tarpare le ali a una scuderia che sembrava aver risolto i propri problemi. La prestazione di Monaco è apparsa contratta e deludente, lontana da quella dominazione auspicata alla vigilia. Dopo una gara passata a lottare a centro gruppo, il ritiro di Lando Norris per problemi tecnici è la conferma di una crisi strutturale. La squadra deve tradurre la sua storica competenza tecnica in una vettura finalmente costante, capace di lottare stabilmente con Ferrari e Red Bull per inseguire la Mercedes, al momento imprendibile, voto 5
  • C.Leclerc : Il giudizio non è severissimo, dato che fino all’errore finale viaggiava verso un podio meritato. Tuttavia, il monegasco è apparso nervoso e sovrappensiero nel weekend di casa. Restano nodi irrisolti nel rapporto con la squadra: il pilota lamenta costantemente un problema ai freni che lo priva di serenità, sentendosi poco ascoltato dal muretto. L’errore nel Q3 — che gli è costato una pole possibile — e quello in gara a dieci giri dalla fine, sono figli di una miscela di fattori: asfalto insidioso, frustrazione e una vettura ancora acerba. Leclerc continua purtroppo a incappare in quegli errori emozionali che ne frenano la maturazione nei momenti decisivi, voto 5
  • Aston Martin : Quella che doveva essere la stagione del trionfo del “genio” di Newey, supportata da una power unit tra le migliori del Circus, si sta trasformando in un naufragio. Sin dalle qualifiche, il team di Silverstone è apparso incapace di staccarsi dal fondo della griglia; la risalita in gara è stata possibile solo grazie ai ritiri altrui. A completare il quadro negativo c’è Lance Stroll, ancora una volta protagonista di un incidente che lo conferma poco affidabile nella gestione di gare complesse. Il team è insufficiente sia nella progettazione della monoposto che nello sviluppo degli aggiornamenti, voto 4.5

Sintesi

Si corre oggi su uno dei tracciati più iconici, se non il più celebre, dell’intero calendario automobilistico mondiale. Siamo nel pieno della “settimana sacra” per gli appassionati di motorsport: il Gran Premio di Monaco, preludio all’immortale 24 Ore di Le Mans. Per ogni pilota che aspiri alla gloria, il circuito monegasco e quello francese rappresentano le sfide più ambite e, al contempo, proibite.

Le attese alla vigilia erano elevate. George Russell, reduce dal ritiro di Montreal, è arrivato nel Principato con un carico di polemiche, dichiarando che le sue recenti prestazioni deficitarie siano da imputare più alla sfortuna che a mancanze di guida. Kimi Antonelli, al contrario, si è presentato in rampa di lancio: forte di quattro vittorie consecutive e di un discreto vantaggio in classifica mondiale, sembra determinato a non lasciare nemmeno le briciole al compagno di squadra. La Ferrari, dal canto suo, arrivava con i favori del pronostico, potendo contare su un’aerodinamica più congeniale alle caratteristiche del tracciato cittadino rispetto a quella Mercedes. La Red Bull di Max Verstappen, nel ruolo di terzo incomodo, ha cercato di sfruttare al meglio la compattezza tra pilota e vettura per tamponare le note mancanze tecniche della monoposto in un contesto dove il talento al volante conta più della pura prestazione pura.

Le prime qualifiche parlavano quasi esclusivamente la lingua della Ferrari e della Red Bull, apparse le più concrete sul circuito. Tuttavia, già dalle terze libere, la figura ingombrante di Antonelli è tornata a dominare, stampando un tempo eccezionale. Poche ore dopo, il giovane italiano ha conquistato una pole position sontuosa, precedendo di soli 43 millesimi il suo idolo e amico Max Verstappen. Peggio è andata a Charles Leclerc: il padrone di casa, innervosito da problemi riscontrati all’impianto frenante della sua monoposto, è finito a muro nell’ultimo tentativo, dovendosi accontentare della quarta posizione, alle spalle di Lewis Hamilton, apparso particolarmente a suo agio tra i muretti monegaschi. George Russell, contendente al titolo, ha conquistato solo la sesta piazza, confermando di attraversare un momento di forma inferiore rispetto al compagno di squadra, e non solo per una questione di fortuna.

Allo start, Antonelli ha mantenuto la testa della gara, mentre il sogno di Max Verstappen si è infranto in partenza: una defezione della power unit lo ha costretto a piantarsi sul rettilineo, perdendo non solo la posizione, ma venendo ritirato dal team pochi secondi dopo. La Ferrari si è trovata così a occupare la seconda e terza posizione con Hamilton e Leclerc, subito dietro un Antonelli apparso imprendibile, concreto e determinato. Nel corso del Gran Premio si sono susseguiti diversi colpi di scena, molti dei quali determinati da guasti tecnici: oltre a Verstappen, sono stati costretti al ritiro Lando Norris e Valtteri Bottas. Inoltre, una serie di penalizzazioni ha iniziato a condizionare pesantemente la classifica. In pit lane si sono registrate diverse infrazioni — tra cui quelle di Hamilton, Russell, Gasly, Colapinto e Hadjar — che hanno compromesso l’andamento regolare della gara. In particolare, un errore strategico del muretto Mercedes ha portato Russell a scontare una penalità di cinque secondi in modo irregolare durante una Safety Car (causata da un incidente di Stroll), costringendolo a un drive-through. Pochi istanti dopo la ripresa della gara, è stato Leclerc a finire a muro dopo un acceso diverbio radiofonico con il proprio box circa la strategia di cambio gomme. L’incidente ha causato l’esposizione della bandiera rossa, dettata dalle condizioni critiche dell’asfalto che aveva ormai perso il grip necessario. Dopo una sospensione di circa mezz’ora, è stata stabilita la ripartenza da fermi. Durante questo intervallo, sono state comminate ulteriori sanzioni che hanno visto Hadjar, Russell e Gasly partire nelle posizioni di rincalzo. È stato proprio durante la ripartenza che Gasly, con una manovra magistrale, è riuscito a scavalcare Hadjar, tagliando il traguardo in terza posizione, salvo poi retrocedere per una sanzione precedente. Il posto sul podio è stato ereditato da Hadjar, anch’egli sotto investigazione post-gara, con il rischio di lasciare il podio a Piastri. Gara confusa, dunque, ma che si è conclusa con il trionfo finale di Kimi Antonelli, capace di resistere alla seconda ripartenza e alla pressione di Lewis Hamilton. Il podio è stato completato da Hadjar. Quarta posizione per Piastri, seguito da Liam Lawson, Arvin Lindblad, Gasly, Albon, Hulkenberg e Ocon. È una classifica ancora provvisoria, che potrebbe vedere scalare Perez all’interno della zona punti, regalando così il primo punto alla Cadillac.

Questo successo segna uno scatto decisivo di Antonelli per il titolo mondiale: il divario in classifica si amplia sensibilmente, soprattutto considerando che il suo compagno di squadra non ha marcato punti e che il secondo posto nel mondiale è passato nelle mani di Lewis Hamilton. È stato un weekend agrodolce per Ferrari e Mercedes: entrambe concludono con un pilota a podio e uno fuori dai punti. Il risultato di Hadjar compensa parzialmente la brutta prestazione di Max Verstappen, mentre ottimi segnali arrivano dalle Racing Bulls, dall’Audi e dalla Williams, che hanno raccolto punti preziosi per risalire la china. Disastro, ancora una volta, per le due Aston Martin. L’appuntamento è fissato per la prossima settimana sul circuito di Barcellona.

Di F1 addicted

Thomas SERAFINI